il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2026
Manifestanti anti-Leonardo assolti
Una manifestazione pacifica con modalità che rientrano nella libera espressione del proprio pensiero tutelata dalla Costituzione, ha scritto così il Gip di Torino chiedendo l’archiviazione e sottolineando il “messaggio positivo” della protesta. La pace, appunto.
Insomma, i manifestanti hanno vinto contro Leonardo. Il colosso italiano produttore di armi non gradisce proteste e critiche. E ha preso la strada di denunciare chi manifesta contro le attività della società: a Roma due attivisti Pro Pal sono stati denunciati e l’azienda ha chiesto 150mila euro di danni.
Stavolta però il gigante Golia ha perso contro Davide. Il gip ha fatto cadere le accuse: parliamo di 22 persone che il 14 marzo 2025 avevano preso parte a una manifestazione di Extinction Rebellion presso la sede torinese di Leonardo. Quattro persone erano salite sulla torre evaporativa in disuso dello stabilimento, dipingendo la scritta “Life Not War” ed esponendo lo striscione “La guerra parte da qui”. Una ventina di persone aveva dato vita a un presidio ed erano stati accusati di violenza privata. Le quattro persone salite sulla torre dovevano anche rispondere di imbrattamento. Il gip ha archiviato l’accusa di violenza privata: “Nessuna delle condotte poste in essere nell’ambito di una manifestazione pacifica, sia pur alquanto spettacolare, può essere inquadrata nella violenza e minaccia, neppure in senso lato”. La condotta dei manifestanti era finalizzata “alla manifestazione del proprio pensiero, con modalità che pacificamente rientrano entro i limiti” dell’articolo 21 della Costituzione”. Archiviato anche l’imbrattamento “per particolare tenuità del fatto”. Il gip sottolinea che “la scritta è stata vergata su una torre in disuso e priva di valore estetico” e che “il messaggio veicolato fosse positivo e volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della pace e del disarmo”. Gli avvocati Marino Careglio e Gianluca Vitale che assistevano Extinction Rebellion commentano: “La magistratura ha preso le distanze dal tentativo di silenziare il dissenso pacifico, che rientra nei diritti costituzionalmente garantiti di libertà di riunione e di libera manifestazione del pensiero”.