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 2026  luglio 24 Venerdì calendario

Vagli, sotto la statua di Don Milani una targa con una frase apocrifa

Il 31 luglio prossimo il sindaco del Comune di Vagli, in Garfagnana, inaugurerà una bella scultura in marmo di Carrara dedicata a don Lorenzo Milani.
Tutto bene, anzi benissimo, se non fosse che ai piedi della statua è stata posta una targa contenente una frase che non solo non compare in alcuno degli scritti di don Milani, ma è per diversi aspetti incompatibile con ciò che egli ha detto e scritto nel corso della sua breve vita di predicazione e insegnamento. Ecco la frase che la targa gli attribuisce, datandola 31 luglio 1966: «Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi».
Che il Priore di Barbiana possa avere affermato che il comunismo è «la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male» si può escludere con certezza soprattutto per un’affermazione da lui stesso scritta e inviata meno di un anno prima, il 18 ottobre 1965, al Tribunale di Roma, davanti al quale era imputato di apologia di reato per avere difeso l’obiezione di coscienza. In quella lettera si leggono testualmente queste due affermazioni, tra loro strettamente collegate sul piano della logica dell’argomentazione: «Il regime comunista è il tentativo che l’umanità ha fatto di realizzare l’ideale della giustizia. Il regime democratico è il tentativo che l’umanità ha fatto di realizzare l’ideale della libertà». La realtà è che don Milani, pur severamente critico nei confronti del comunismo reale, ha sempre condiviso profondamente l’aspirazione alla giustizia sociale che ha costituito fin dall’origine il fondamento morale del movimento operaio, quindi anche del movimento comunista. Ma ciò che più colpisce in questa iniziativa del Comune garfagnino è l’assurdità della pretesa di condensare in quella rozza frase l’essenza dell’eredità spirituale e culturale del Priore di Barbiana: come se le sue idee e la sua testimonianza, espresse in una vita intera dedicata all’emancipazione dei più poveri, potessero essere condensate – e dunque sostanzialmente esaurirsi – in un’invettiva contro questo o quel partito o regime politico. L’auspicio è che prima dell’inaugurazione del monumento il Sindaco di Vagli ci ripensi e sostituisca quella targa con una che dell’insegnamento di don Milani riprenda un passaggio idoneo a rappresentarlo in modo degno e veritiero.