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 2026  luglio 24 Venerdì calendario

L’Ue approva le nuove sanzioni a Mosca

Oltre un mese di negoziato e una serie di concessioni agli Stati membri. L’Ue ha finalmente approvato il 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, per la guerra scatenata in Ucraina, dopo avere annacquato la proposta dalla Commissione presentata il 9 giugno scorso. «In un momento in cui l’Ucraina ha acquisito slancio sul piano militare, le nostre sanzioni continuano a indebolire le basi economiche dello sforzo bellico russo», ha commentato su X la presidente Ursula von der Leyen. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha sottolineato che il pacchetto «prende di mira i settori con il più alto impatto: energia, servizi finanziari, criptovalute e commercio».
L’intesa prevede il congelamento per 12 mesi, fino al 15 luglio 2027, dell’attuale tetto al prezzo del petrolio russo a 44,10 dollari al barile, che sarebbe scaduto ieri. A causa del conflitto in Medio Oriente il prezzo del greggio Urals – riferimento per le esportazioni russe – è salito a oltre i 65 dollari al barile. Senza il congelamento sarebbe scattato l’adeguamento automatico che avrebbe portato il nuovo tetto Ue intorno ai 58 dollari.
Gli Stati membri hanno trovato un’intesa anche sul nodo sollevato dalla Grecia e relativo al 19esimo pacchetto di sanzioni approvato nell’ottobre scorso: è stata introdotta un’esenzione per i contratti conclusi prima del 24 febbraio 2022 allo stop del «trasferimento e acquisto» di gas naturale liquefatto (Gnl) russo verso i Paesi terzi, che scatterà dal primo gennaio prossimo. Mentre le importazioni di Gnl russo nell’Ue restano vietate da gennaio. Inoltre qualsiasi «trasferimento o acquisto», ha spiegato un funzionario Ue, dovrà essere limitato al volume trasferito nel 2025, che è un anno in cui i volumi sono stati «al minimo». Dell’esenzione beneficerà la compagnia di navigazione greca Dynagas, che ha le navi rompighiaccio adatte per raggiungere l’impianto di Gnl di Yamal in Siberia. Il tema è stato oggetto di un lungo negoziato e l’esenzione è stata introdotta, ha proseguito il funzionario Ue, perché il divieto avrebbe danneggiato significativamente l’Ue e gli operatori coinvolti nel trasferimento ai Paesi terzi, «più del danno che verrebbe arrecato alla Russia»: le navi, ora di proprietà dell’armatore greco, verrebbero rapidamente riacquisite e prese in consegna da operatori cinesi, a causa degli accordi finanziari legati al leasing. Dell’esenzione beneficerà anche la francese TotalEnergies che possiede il 20% del progetto di Yamal. Dynagas e Total non avrebbero più potuto trasportare o vendere a Paesi terzi il Gnl russo.
Questo pacchetto, ha sottolineato l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, «include il maggior numero di entità inserite nella lista nera degli ultimi 4 anni. Colpiamo oltre cento banche e operatori di criptovalute, più di 40 navi della flotta ombra russa e diverse raffinerie di petrolio in Russia e Bielorussia. Sono incluse oltre 50 entità militari-industriali, attori chiave coinvolti nella produzione dei droni a lungo raggio russi». Per Kallas «la Russia negozierà per porre fine alla sua guerra illegale e smettere di uccidere civili solo se sottoposta a pressioni».
Il divieto di visto agli ex combattenti russi, criticato da Italia e Francia, è stato adottato in linea di principio ma di fatto rinviato in attesa di disposizioni di attuazione da parte della Commissione, che dovrebbero arrivare entro ottobre.
È invece uscito dal pacchetto il bando all’import del pollack, il merluzzo russo, per il no di Portogallo, Germania e Francia.
Anche stavolta è mancata l’unanimità (no di Sofia) per inserire nella black list il patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa.