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 2026  luglio 23 Giovedì calendario

Due custodi indagati per il furto di fentanyl all’ospedale Israelitico di Roma

Che potesse esserci un basista era un’ipotesi abbastanza credibile fin dall’inizio. Adesso è diventata ancora più realistica: due custodi in servizio all’ospedale Israelitico di via Fulda, nel quartiere romano della Magliana, sono indagati per il furto di 80 fiale di Fentanest – un farmaco a base di fentanyl, la micidiale «droga degli zombie» – rubate in due fasi il 22 e il 24 maggio scorsi (ma forse anche prima) dalla cassaforte del reparto di Farmacia. Incursioni notturne, utilizzando le chiavi sia del reparto che della cassaforte, conservate senza tener conto delle misure di sicurezza molto stringenti previste dal protocollo nazionale adottato per evitare un uso improprio del prodotto (che negli Usa ha causato migliaia di vittime), visto che la sua distribuzione clandestina e il suo utilizzo come stupefacente viene considerata un’emergenza nazionale. Sulle indagini dei carabinieri del Nas e del Nucleo investigativo, coordinate dalla Procura con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Mario Dovinola, c’è il massimo riserbo. Gli accertamenti investigativi avevano consentito di ricostruire non solo la totale mancanza di sicurezza nella custodia delle chiavi – quelle del reparto erano nella guardiola dei custodi e quelle della cassaforte lasciate su un tavolo della Farmacia (leggerezza stigmatizzata subito dopo il furto dal governo, che ha convocato un vertice per fare il punto sulla situazione) – ma anche di individuare una dozzina di soggetti che ne avevano la disponibilità: fra loro appartenenti al personale medico e amministrativo, che al mattino prelevava le chiavi dalla guardiania e le riportava la sera alla chiusura del reparto. Sebbene il fentanyl venga ritenuto 100 volte più potente di morfina ed eroina, da subito è stata esclusa la pista di una cessione delle fiale: fra le ipotesi prese in considerazione c’è quella del traffico sul dark web e degli interventi chirurgici clandestini: i farmaci derivati sono infatti considerati potenti anestetici.