Corriere della Sera, 23 luglio 2026
Finalter, l’ex socio di Sala indagato per fatture false
«Supporto strategico», «progetti evolutivi», «introduzione di Grandi Clienti» appaiono l’oggetto delle consulenze pagate nel 2021-2025 per 2 milioni e 46mila euro dalla multinazionale Engineering Ingegneria Informatica (1,7 miliardi di fatturato e 14 mila dipendenti) alla minuscola società di consulenza Finalter priva di dipendenti e di strutture operative, e per 621mila euro da Uteco Converting leader mondiale nelle macchine da stampa per cibo e bevande: ma per la Procura di Milano queste fatture «non sono supportate da alcuna documentata controprestazione di Finalter a favore di Engineering e Uteco».
Per questo Pietro Galli, detentore (tramite la società Cinque G di moglie e figlia) dell’80% della Finalter, di cui il restante 20% era fino all’altro ieri del sindaco Giuseppe Sala tramite il proprio trust Inter, è stato indagato e perquisito al pari dell’amministratore di Finalter, il commercialista genovese Giorgio Mezzadri, per l’ipotesi di «emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti». Il Nucleo Pef della GdF ha anche sequestrato i telefoni di Mezzadri, che del trust di Sala fu l’iniziale trustee-gestore patrimoniale prima d’essere sostituito dal sindaco nel 2018 col notaio Filippo Zabban (notaio nel 2025 di Milan e Inter per lo stadio di San Siro venduto dal Comune); e di Galli, già stretto collaboratore dell’amico Sala in Expo 2015 spa, e nominato dal Comune nel cda della municipalizzata dei trasporti Atm. I pm Eugenio Fusco e Cristian Barilli selezionano 50 parole-chiave per «ricostruire la rete di relazioni», visto che «il fondamento» dei reati ipotizzati «è rappresentato da flussi comunicativi non solo tra gli indagati, ma anche con soggetti terzi quali commercialisti e soci/consiglieri delle società»). Ad esempio perché nei contratti Engineering dettava che Finalter per le consulenze dovesse avvalersi «esclusivamente dei servizi di Galli», che però era ed è manager dipendente proprio di Engineering dove è anche nel cda (in rappresentanza del fondo NB Renaissance), «evidente commistione soggettiva e grave conflitto di interessi».
Proprio l’altro ieri Galli si era dimesso senza spiegazioni dal cda di Atm; e Sala, in modo conforme alla legge di Jersey regolatrice del suo trust italiano Inter, lo aveva fatto liquidare ed estinguere al notaio Zabban, e nel contempo era uscito da Finalter (come preannunciato in Consiglio comunale) vendendo «al socio di maggioranza» (Galli) il proprio 20% allo stesso valore sottoscritto a fine 2015, diecimila euro. Altrimenti, in conseguenza di un investimento a fine 2020 di Finalter nel 9% di un veicolo lussemburghese (operato con un finanziamento soci messo in Finalter solo dalla Cinque G di Galli, e indicato a bilancio per 1,2 milioni di euro), anche il trust di Sala a fine mandato avrebbe finito per incrementare in proporzione il proprio valore: sia detenendo il 20% di una miniquota proprio di Engineering, sia incamerando il 20% dei 2,6 milioni guadagnati da Finalter con le consulenze fatturate a Engineering e a Uteco. Quelle ora sotto inchiesta.