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 2026  luglio 23 Giovedì calendario

Dimissioni (e dietrofront). Il governo Lecornu in crisi per i pesticidi

La lettera con la quale Monique Barbut ha annunciato le dimissioni cominciava con «la politica non è il mio mondo». E si vede, verrebbe da dire, adesso che la ministra della Transizione ecologica ed ex presidente del Wwf ha ritirato in poche ore le dimissioni «su richiesta del presidente Emmanuel Macron».
Il doppio gesto della 69enne ministra ha scosso il governo francese, che già era in difficoltà per le polemiche seguite all’approvazione della «legge agricola» che reintroduce l’uso di due pesticidi. Quel che era sembrato intollerabile anche alla ministra Barbut, ovvero il ritorno all’uso dell’acetamipride, è diventato rapidamente di nuovo accettabile in virtù del richiamo all’ordine del presidente. Ma al di là del caso personale e politico della ministra Barbut, resta la spaccatura profonda nell’Assemblea nazionale e nel Paese sulla linea da seguire nella tutela dell’ambiente e della salute dei consumatori.
Da una parte gli auspici degli ecologisti e di molti deputati, soprattutto nel blocco di centro e in quello di sinistra, nel privilegiare un’agricoltura che punti alla qualità dei prodotti e alla preservazione dell’ecosistema. È la visione prevalente soprattutto a Parigi, piena di ristoranti e negozi che offrono prodotti bio, e di cittadini affascinati dal mito romantico della campagna, talvolta al punto di diventare «neo-rurali», lasciando la capitale e dedicandosi in provincia a coltivazioni più rispettose dell’ambiente.
Dall’altra le necessità concrete di molti agricoltori, che da decenni patiscono la concorrenza di prodotti extra-europei più economici perché sottoposti a minori vincoli e controlli, e che chiedono ai deputati, in particolare a quelli del Rassemblement national fortissimo nella Francia rurale, di pensare alla sopravvivenza a breve termine dell’agricoltura francese più che al destino a lungo termine dell’ambiente. Hanno vinto questi ultimi, e l’acetamipride, già reintrodotto dalla legge Duplomb e poi bocciato dal Consiglio costituzionale, torna a disposizione – a certe condizioni – dei coltivatori. Un pesticida accusato di danneggiare il sistema nervoso delle api e quindi di turbare il processo di impollinazione, ma giudicato anche non privo di rischi per gli animali e per l’uomo. Secondo l’oncologo Marc Billaud, «questa molecola presenta rischi potenziali per il sistema nervoso del feto, per il fegato, i reni, e il sistema riproduttivo umano».