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 2026  luglio 23 Giovedì calendario

La premier insonne scuote il Giappone e crolla nei sondaggi

«Imbarazzante». «Ma è questo il modo di comunicare della leader di un Paese?». «Prenda una governante e vada a dormire». Non si è fatta attendere la risposta dei giapponesi all’improbabile post della premier Sanae Takaichi, 65 anni, che lunedì sottolineava come, complice il lungo weekend festivo, fosse riuscita, per la prima volta, a dormire cinque ore di fila.
«Da quando sono primo ministro dormo tra zero e tre ore a notte», ha scritto. «Finalmente oggi ho potuto riprendere in mano lavori di casa come stirare, cucire e lavare i fazzoletti. Temevo di non avere biancheria a sufficienza per arrivare alla fine della sessione della Dieta (il parlamento giapponese, ndr)».
Già ad ottobre, nel discorso di insediamento da presidente del Liberal Democratic Party, Takaichi aveva dichiarato di dormire due-quattro ore a notte, indicendo una riunione con i collaboratori alle tre del mattino. «Folle», l’aveva bollata il leader dell’opposizione Yoshihiko Noda. Allora, però, il consenso per Takaichi era altissimo. Non così oggi. «Delegare, per potersi dedicare ai compiti cui solo il numero uno di un Paese può assolvere, dovrebbe essere parte del suo lavoro», ha osservato in una conferenza stampa Yuichiro Tamaki, leader del partito di opposizione Dpfp. E un altro membro dell’opposizione citato dal quotidiano Mainichi: «Raramente ho visto un primo ministro vantarsi di non dormire». Non solo, ma ora è lo stesso Ldp a promuovere, in un video, il sonno ristoratore. «La premier dovrebbe riposare, per prendere decisioni a mente fresca», dicono dal partito.
Il post di Takaichi seguiva di poche ore i sondaggi che la danno in caduta libera. Secondo un poll del Mainichi, il tasso di approvazione del suo gabinetto è crollato di 10 punti, al 41% (prima volta sotto il 50%), mentre quello di disapprovazione è salito al 44%. «Una Waterloo», ha subito titolato il Global Times, quotidiano del Partito Comunista Cinese e «termometro» delle tensioni tra i due Paesi. Tra gli elettori che disapprovano l’operato del gabinetto, il 77% boccia la recente riforma della legge sulla successione imperiale, che impedisce alla popolarissima principessa Aiko di accedere al trono, mentre ne apre la possibilità a distanti cugini purché maschi.
Il segretario generale dell’Ldp, Shunichi Suzuki, ha fatto sapere che il partito analizzerà il crollo di Takaichi, mentre Tamaki ha dato la colpa alla mancanza di politiche per arginare il costo della vita, e ai cittadini che «si sentono traditi». La riforma della legge sulla successione arriva infatti dopo una serie di politiche controverse – dalla crociata contro lavoratori e imprenditori stranieri alla militarizzazione —, che non affrontano i veri problemi del Paese.
Martedì, lo yen ha toccato i minimi sul dollaro dal 1986. Un vantaggio, a detta della governatrice di Tokyo Yuriko Koike, perché permette agli investitori stranieri di assumere manodopera specializzata a basso costo. Dimenticando, però, che uno yen debole porta ad aumenti generalizzati, dall’energia ai prodotti alimentari. Il costo della vita erode il potere d’acquisto. Tanto che, proprio nel pieno della rovente estate giapponese, le famiglie a basso reddito tagliano il cibo per i bambini e l’aria condizionata, che lo stesso governo raccomanda di tenere accesa anche la notte.