Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  luglio 22 Mercoledì calendario

Problemi su sei torrette, fermi tutti i blindati "Lince"

Da oltre un mese, anche in teatri operativi potenzialmente ostili, i militari italiani sono costretti a rinunciare ai blindati Lince con la torretta automatizzata e la mitragliatrice montata sul tetto, che si manovra dall’interno senza esporsi. L’Esercito ha dovuto sospendere l’impiego di almeno sei di questi mezzi, tra i più utilizzati nelle missioni all’estero. È la conseguenza di un incidente avvenuto il 10 giugno nel corso di una esercitazione degli alpini al poligono di Monte Bivera, in Friuli: una raffica è finita su un altro blindato dell’Esercito. Poteva essere una strage, per fortuna non si è fatto male nessuno. Il problema è nella torretta a controllo remoto: in oltre 40 giorni i tecnici di Leonardo Spa, nella quale è confluita la Oto Melara che produceva queste torrette, non sono ancora venuti a capo del problema.
“Mentre stavano sparando brevi raffiche a bersaglio a breve distanza, meno di 150 metri, la torretta, senza ricevere ordine dal militare alla console, ha girato a destra abbassando il tiro, il tutto mentre partivano raffiche. I colpi sono arrivati sul cofano di un altro Lince, parcheggiato in linea sul lato destro”, hanno raccontato al Fatto Quotidiano militari del reparto coinvolto, il 2° Reggimento Alpini di Cuneo, preoccupati di avere a che fare con sistemi poco sicuri. Il secondo Lince ha riportato “danni alla blindatura e al motore, è inutilizzabile”, hanno riferito.
Era una esercitazione dei militari destinati a dare il cambio ai colleghi in Somalia, dove l’Italia guida la missione europea Eutm (European Union training mission) che si occupa prevalentemente della formazione dei reparti locali. L’errore umano è stato escluso perché il militare a bordo del mezzo, un giovane Vfi (Volontario in ferma iniziale), aveva una telecamera Go pro nell’elmetto e le immagini documentano che ha agito correttamente. Non è stato lui a indirizzare i colpi sul blindato accanto.
L’Esercito conferma “un inconveniente tecnico, che ha interessato una torretta remotizzata Hitrole installata su un veicolo dell’Esercito, determinando l’impatto di tre colpi sul mezzo adiacente, in modo marginale, senza conseguenze per il personale”, ha risposto al Fatto l’Ufficio stampa dello Stato maggiore dell’Esercito.
La torretta in questione è una delle 81 acquistate nel 2009 dall’Esercito per 23,8 milioni di euro (circa 300 mila euro l’una), altre 80 sono state comprate nel 2014: insomma, sono costate una cinquantina di milioni più ricambi e manutenzione. “Il mezzo interessato – conferma lo Stato maggiore – è stato trasferito presso gli stabilimenti della società produttrice, responsabile del sistema, per gli approfondimenti necessari”. È nello stabilimento ex Oto Melara di La Spezia. “Le verifiche sono tuttora in corso e, allo stato, non hanno ancora consentito di individuare con certezza la causa del malfunzionamento”, informa lo Stato maggiore. “Non abbiamo commenti da rilasciare”, è tutto quello che ha risposto Leonardo Spa. “In applicazione delle previste procedure di sicurezza – informa ancora l’Esercito – la Direzione degli Armamenti Terrestri della Difesa ha disposto, in via precauzionale, il fermo tecnico della sola configurazione del sistema interessata, sia sul territorio nazionale sia nei teatri operativi, fino al completamento degli accertamenti tecnici”. Hanno fermato solo quelle specifiche torrette con quelle mitragliatrici, l’Esercito non dice quante, ma, secondo fonti qualificate sono sei, non tutte le 81 comprate nel 2009. Alcune di quelle fermate, secondo fonti militari sul campo, sono impiegate in missioni delicate: vuol dire che i pattugliamenti e altre attività si svolgono a piedi o su mezzi meno sicuri.
Le torrette Hitrole sono montate anche su altri mezzi dell’Esercito, modelli più recenti sono utilizzati dalla Marina e soprattutto in ambito navale sono state vendute a diversi Paesi: da Singapore al Turkmenistan, dai Paesi Bassi all’Estonia, ma perfino la Russia nel 2013 le provò su alcuni blindati, poi non se ne fece nulla. Ovviamente un incidente può sempre accadere, nell’Esercito molti ricordano il VM 90 Iveco che si ribaltava. Ma finché non si individua il problema non si possono correre altri rischi.