repubblica.it, 22 luglio 2026
Daniel Siad, presunto lenone di Epstein, trovato morto in casa
Daniel Siad, sospettato di aver reclutato giovani modelle per Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nella sua abitazione di Colombes, alle porte di Parigi. Secondo i primi elementi, il decesso avvenuto lunedì sera sarebbe stato provocato da un arresto cardiaco, ma la procura ha aperto un’inchiesta per accertare le cause. A dare l’allarme è stata una giovane donna che viveva con lui da qualche tempo. Di origine algerina, 69 anni, con cittadinanza francese e svedese, Siad era finito al centro del nuovo filone francese dello scandalo Epstein. Cinque donne avevano presentato denuncia contro di lui. Una cittadina svedese lo accusava in particolare di averla violentata in Francia negli anni Novanta. Siad aveva respinto pubblicamente le accuse, sostenendo di non avere nulla da rimproverarsi.
Il suo nome compare più di duemila volte negli Epstein Files che ricostruiscono le indagini sul finanziere statunitense, morto in carcere nel 2019 mentre era in attesa di processo per traffico sessuale di minorenni. I file contengono numerose email tra Siad ed Epstein, alcune delle quali documentano il suo ruolo di intermediario. In Francia, Siad era vicino a Jean-Luc Brunel, agente di modelle, amico e collaboratore del finanziere americano.
La morte di Siad aggiunge un nuovo nome alla lista dei protagonisti dello scandalo morti prima della conclusione dei procedimenti giudiziari che li riguardavano. Epstein è stato trovato impiccato nella sua cella a New York nell’agosto del 2019 e secondo la giustizia americana è stato un suicidio. Brunel è stato invece trovato morto nella prigione della Santé, a Parigi, nel febbraio 2022. Anche in quel caso gli inquirenti hanno dedotto che era stato un suicidio. Nel caso di Siad al momento non sono emersi elementi che facciano pensare a una morte violenta. L’inchiesta aperta dopo il ritrovamento dovrà verificare le esatte cause del decesso e stabilire se sia necessaria un’autopsia. La sua morte rischia intanto di complicare il lavoro degli investigatori francesi, impegnati a ricostruire la rete di relazioni e intermediari che Epstein aveva sviluppato a Parigi, dove aveva una casa e abitava lunghi periodi dell’anno.