corriere.it, 22 luglio 2026
Il meteorite Hillsborough del 2024 conteneva «sostanze chimiche di vita aliena»
Il 16 luglio 2024, nel New Jersey, più precisamente a Hillsborough, un meteorite colpì un’abitazione. Dalle analisi successive, i cui risultati sono stati da poco pubblicati su ScienceAdvances, è emerso che sull’oggetto erano presenti molecole prebiotiche e altri «elementi costitutivi della vita». Il meteorite ha preso il nome della località nella quale è caduto.
La scoperta
Hillsborough ha colpito una casa, sfondando il tetto. Il proprietario ha messo in pratica una serie di attenzioni utili a evitare la contaminazione dei frammenti, come l’impiego di guanti monouso e fogli di alluminio. Dopodiché ha raccolto il materiale e lo ha conservato in barattoli di vetro. Un team internazionale ha poi potuto analizzarlo.
Gli scienziati hanno così potuto classificare il meteorite come una rara condrite carbonacea CM1/2. Si tratta soltanto della seconda caduta osservata di un meteorite appartenente a questa specifica classe, dopo quella del meteorite Kolang, avvenuta in Indonesia nel 2020.
Il SETI Institute (dall’acronimo SETI, Search for Extraterrestrial Intelligence), un’organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1984, la cui missione consiste nello studiare l’origine e la diffusione della vita e dell’intelligenza nell’Universo, lo ha definito uno dei meteoriti scientificamente più preziosi mai recuperati, anche grazie all’ottimo stato di conservazione dei frammenti.
Le analisi
Le analisi hanno permesso di fare maggiore chiarezza sulla composizione del meteorite. È emerso che il frammento caduto sulla Terra proveniva da un piccolo asteroide primitivo e conteneva porzioni ricche di sali, originate probabilmente vicino alla superficie del corpo progenitore. In quella regione, la presenza di acqua liquida e la sua successiva evaporazione avrebbero concentrato i sali, con la formazione di fluidi salini simili a salamoie.
Secondo l’autore principale dello studio, Peter Jenniskens, astronomo specializzato nello studio dei meteoriti e affiliato al SETI Institute e al NASA Ames Research Center, un processo di questo tipo non era mai stato documentato prima. La scoperta indica che, sull’asteroide originario, era presente acqua liquida che in seguito è evaporata.
La scoperta è importante perché alcuni degli elementi presenti nel meteorite possono contribuire alla formazione di molecole cruciali per la vita sulla Terra. Le salamoie, per esempio, possono mantenere i fosfati in soluzione, favorire reazioni chimiche tra composti organici e contribuire alla precipitazione di minerali.
Nel meteorite era presente anche una vasta gamma di composti organici solubili. Parte di queste sostanze potrebbe essere stata prodotta dalle reazioni tra i fluidi salini e i minerali, mentre altre potrebbero derivare da precedenti impatti subiti dall’asteroide progenitore.
Tra le sostanze individuate figuravano anche composti organici contenenti magnesio. I composti come questo svolgono ruoli importanti negli organismi viventi: il ferro è presente nell’emoglobina del sangue, mentre il magnesio occupa una posizione centrale nella clorofilla e, quindi, nel processo di fotosintesi. Tra i composti organici solubili sono stati identificati anche numerosi amminoacidi, simili a quelli rilevati in altre condriti carbonacee di tipo CM2.
Ipotesi panspermia
È possibile che altri asteroidi composti da condriti carbonacee abbiano trasportato materia organica sulla Terra primordiale. La cosmochimica Queenie Chan, insieme alla biogeochimica Nana Ogawa, ha spiegato che gli studi isotopici sul carbonio e sull’azoto indicano che le condriti carbonacee primitive, comprese quelle della classe CM, potrebbero avere contribuito alla presenza di materia organica sul nostro pianeta.
Una delle teorie più affascinanti e misteriose formulate dagli scienziati è quella della panspermia, secondo la quale la vita, o forme biologiche molto semplici, potrebbero trasferirsi tra pianeti e lune attraverso rocce, asteroidi, comete o polveri cosmiche.
A oggi, la panspermia rimane un’ipotesi non confermata. Uno studio pubblicato sulla rivista Astrobiology e disponibile anche su arXiv ha esaminato nello specifico il trasferimento di rocce potenzialmente portatrici di vita tra diversi sistemi planetari. Gli autori hanno concluso che tali trasferimenti sono fisicamente possibili, soprattutto all’interno degli ammassi stellari nei quali nascono le stelle, ma che le probabilità complessive di successo risultano troppo basse perché la panspermia interstellare possa essere considerata un evento probabile. Lo studio non esclude, invece, trasferimenti più efficienti tra pianeti appartenenti allo stesso sistema (vedi Marte).
Altri meteoriti
Il meteorite di Hillsborough non è l’unico oggetto extraterrestre conosciuto nel quale siano stati trovati composti rilevanti per la chimica della vita. Anche i campioni prelevati dalla superficie dell’asteroide Bennu dalla missione OSIRIS-REx contengono amminoacidi, ammoniaca, formaldeide, nucleobasi e minerali prodotti dall’evaporazione di antiche salamoie.
Alcuni frammenti del meteorite di Hillsborough hanno completato il loro lungo viaggio e saranno conservati presso l’American Museum of Natural History di New York. Prima di colpire l’abitazione nel New Jersey, il meteorite era passato poco a sud della Statua della Libertà, con un boato sonico avvertito nell’area di New York. «Siamo entusiasti che la natura ci abbia consegnato un campione di asteroide così prezioso proprio qui, a due passi da casa», ha dichiarato il curatore del museo Denton Ebel.