Corriere della Sera, 22 luglio 2026
Social vietati ai minori di 15 anni. La Francia è la prima in Europa
In extremis, nell’ultimo giorno disponibile per rispettare il calendario auspicato dal presidente Emmanuel Macron, l’Assemblea nazionale e il Senato francesi ieri hanno approvato la legge che vieta i social media ai minori di 15 anni. Il divieto entrerà in vigore il prossimo primo settembre, giorno di rientro nelle classi, per coloro che non sono ancora iscritti nelle piattaforme, e il primo gennaio 2027 per quelli che hanno già un account. La Francia diventa il primo Paese europeo, e il secondo al mondo dopo l’Australia, a vietare TikTok, Instagram, Snapchat o X ai minori di 15 anni. Non sono previste sanzioni per chi riuscirà ad aggirare la norma.
«È un passo avanti fondamentale – ha detto Macron in un video —. La Francia apre la strada in Europa alla tutela dei nostri bambini e dei nostri adolescenti. Andiamo avanti così». Il testo prevede anche il divieto dei telefonini nelle scuole superiori dall’inizio del prossimo anno scolastico (è già vietato nella scuola media).
La ministra al Digitale Anne Le Hénanff ha salutato l’approvazione della legge e sottolineato «un’evidenza che oggi si impone a tutti: dobbiamo agire senza indugio per proteggere i nostri figli». La ministra ha espresso «un pensiero particolare per le famiglie che sono state distrutte» dai social media, alludendo ai suicidi di adolescenti il cui malessere è stato, secondo le denunce dei genitori, alimentato dalle piattaforme.
La relatrice del testo, la deputata macronista Laure Miller, ha ricordato gli effetti nocivi sui ragazzini: «L’impatto sulla memoria e sulla lettura, la frammentazione dell’attenzione, l’aggravarsi dei disturbi alimentari e dei pensieri suicidi». Rimane la questione di come verificare nella pratica l’età. «La responsabilità ricade sui social media – ha detto la ministra Hénanff —, saranno loro a trovare la soluzione tecnica». A partire dal 1° settembre potranno avvalersi di strumenti che già esistono come France Identité, precisando che le piattaforme dovranno proporre agli utenti almeno due soluzioni per verificare la propria età.
Il maggiore promotore della legge è stato il presidente Macron, che ha cominciato anni fa a sensibilizzare deputati e opinione pubblica sui rischi di un uso fuori controllo dei social da parte dei minori, e nel gennaio scorso l’Anses (agenzia nazionale di sicurezza sanitaria) ha presentato un rapporto di oltre 500 pagine sugli effetti negativi dei social sui più giovani. Il divieto è stato però contestato dai deputati della France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, che hanno dato battaglia contro una misura giudicata «liberticida» e allo stesso tempo facilmente aggirabile nell’applicazione concreta. Un’opinione condivisa da Xavier Niel, l’imprenditore fondatore dell’operatore telefonico Iliad, giudicato vicino a Macron ma che ieri sera su X ha definito la legge «totalmente idiota. Pensate che gli adolescenti non abbiano già delle tecniche per aggirare il divieto?».
In ogni caso, anche la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, presenterà dopo l’estate le sue proposte per un dispositivo d’insieme su scala europea.