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 2026  luglio 22 Mercoledì calendario

Gcap, anche il Canada nel superjet di Roma, Londra e Tokyo

Che cosa si può fare per la difesa occidentale senza gli americani? Il «Gcap» («Global Combat Air Programme») può essere una risposta concreta. È il progetto per costruire un jet da combattimento super sofisticato, in grado di sostituire, a partire dal 2035, gli F-35 statunitensi, cioè l’aereo militare oggi più tecnologicamente avanzato e quindi più richiesto.
L’iniziativa comprende Regno Unito, Italia e Giappone, con il Canada coinvolto, almeno per ora, come «osservatore». Ieri a Londra i ministri della Difesa di questi quattro Paesi si sono incontrati per confermare la tabella di marcia. In una conferenza stampa congiunta, che ha segnato il debutto del neo ministro britannico Wes Streeting, il concetto più ricorrente è stato quello che riportiamo con le parole del titolare della Difesa italiana, Guido Crosetto: «Il Global Combat Air Programme rappresenta molto più di un programma industriale e tecnologico: è una scelta strategica che guarda al futuro della sicurezza, della difesa e della competitività delle nostre nazioni». Secondo i promotori, ci sono le potenzialità per coinvolgere altre capitali. Sempre ieri, all’International Airshow di Farnborough, poco lontano da Londra, circolavano diverse ipotesi. Una pista, la più interessante, porta alla Germania, dopo il fallimento della joint venture franco-tedesca-spagnola («Fcas», Future Combat Air System ) per l’assemblaggio di un altro aereo. Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo, l’industria italiana che partecipa al gruppo con i britannici di Bae System e i giapponesi di Jaiec, osserva: «Dal punto di vista industriale sarebbe un elemento positivo, perché la Germania è un partner forte ed è anche il Paese economicamente più solido d’Europa. Certo, ci sarebbe il rischio di ritardare il raggiungimento della scadenza che ci siamo dati, il 2035». Lo stesso Mariani esclude, invece, l’inserimento della Francia «per le stesse ragioni che hanno portato alla rottura con la Germania». In sostanza, i francesi vogliono mantenere la leadership nei partenariati. In prospettiva, il perimetro potrebbe allargarsi anche alla Spagna e forse alla Turchia. Il «Gcap» si regge sul perfetto equilibrio tra i partecipanti. Italia, Regno Unito e Giappone detengono quote paritarie e finora hanno stanziato complessivamente 6,45 miliardi di euro per una serie di contratti con le imprese nazionali che valgono dall’1 luglio 2026 al 31 dicembre 2027. È la fase preparatoria necessaria per progettare un sistema complesso che farà capo agli aerei da cui dipenderanno i movimenti dei droni, delle truppe a terra, delle navi, con informazioni provenienti dai satelliti ed elaborate dall’intelligenza artificiale.