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 2026  luglio 22 Mercoledì calendario

L’Anm: minacce ai giudici del gioielliere

Minacce, insulti e messaggi d’odio ai giudici che hanno condannato Mario Roggero, il gioielliere che ha rincorso e ucciso i rapinatori. La giunta dell’Associazione nazionale magistrati denuncia un «clima in cui i magistrati vengono attaccati solo per aver applicato la legge dello Stato sull’omicidio e sulla legittima difesa». E lancia un appello a «maggiore responsabilità e cura nell’utilizzo delle parole». Criticare è legittimo, ma «alimentare una narrazione che individui nei magistrati il bersaglio è contribuire a un clima di delegittimazione denunciato nel report della commissione Ue che può degenerare in odio e intimidazione».
Pesano ancora le parole dure usate ieri da Elon Musk: «Il giudice e il pm meritano questa condanna». E il commento di Salvini: «La distinzione tra chi è aggredito e chi aggredisce, arriva anche al di là dell’oceano». Il presidente dell’Anm, Giuseppe Tango, lo dice chiaro: «Quando a pericolo cessato si imbraccia un’arma, si inseguono due uomini, si spara loro alle spalle in strada e se ne ferisce un altro, è un’esecuzione non legittima difesa. E questo uno Stato di diritto non può tollerarlo». Il segretario dell’Anm Rocco Gustavo Maruotti evidenzia: «Per Roggero è stato assicurato il massimo delle garanzie processuali, altrimenti per due omicidi e un tentato omicidio si sarebbe arrivati all’ergastolo». A chi contrappone il sentimento popolare alla valutazione dei giudici, Maruotti fa notare che «in primo e secondo grado c’era una giuria popolare».
Suscita perplessità nell’Anm anche il disegno di legge Borghi che prevede la non punibilità di qualsiasi reazione nell’immediatezza di un’aggressione in casa o al lavoro. Per Maruotti se «davvero si pensasse a eliminare il requisito della proporzionalità saremmo di fronte a una visione del diritto da giustizia privata».
Dubbi che dividono anche la maggioranza. Per FI il ddl «sconvolge i cardini del diritto penale». E il capogruppo FdI Bignami gela: «I presidi previsti dalla Costituzione gli impedirebbero di essere promulgato». Freddini anche molti leghisti: «Non è una mia proposta» dice Matone.
Sullo stop ai risarcimenti dei «delinquenti» invece FdI sorpassa Vannacci rivendicando la primogenitura del tema in un ddl del giugno 2025, firmato Speranzon. All’articolo 1 recita: «Il risarcimento non è dovuto se il danneggiato ha posto in essere la condotta volontaria con violenza non lieve alla persona o al patrimonio e con uso di armi». E all’articolo 2: «Ogni reato che abbia cagionato un danno patrimoniale, o non, obbliga al risarcimento il colpevole e chi deve rispondere per lui». Ma ci sono altre due iniziative di FdI. Il tema del ddl è già stato recepito dal governo nel decreto sicurezza sui «maranza». E ieri è stato annunciato un emendamento al decreto giustizia e immigrazione ora in commissione Affari costituzionali al Senato, firmato Stefani (Lega) e Lisei (FdI). «In casi in cui si è oggettivamente vittima non si può pagare due volte», dice Donzelli. E Malan aggiunge: «Va messo un freno a interpretazioni discutibili delle leggi, come la somma esorbitante pagata da Roggero».
Infine il ministro Nordio ieri, parafrasando Viktor Hugo, ha dichiarato: «Non è detto che il ladro sia moralmente peggio del giudice. Questo tipo di giudizi non spettano al giudice».