Corriere della Sera, 22 luglio 2026
Meloni e gli scontri a Bologna: «Violenza ingiustificabile»
Dopo lo scontro sulla legge elettorale e sul caso Roggero – il gioielliere che ha sparato e ucciso due rapinatori per il quale tutto il centrodestra chiede la grazia —, altri due temi alzano a mille la tensione tra maggioranza e opposizione.
Sono la morte del cittadino marocchino Fakir al Pilastro di Bologna, seguita all’intervento per immobilizzarlo di due poliziotti; e il video creato con l’intelligenza artificiale che mostra Roberto Vannacci in veste di imperatore accanto alla premier Meloni pure imperatrice che col pollice verso al Colosseo decretano la morte di Schlein, Conte, Boldrini e Prodi. Fatti ben diversi – uno drammaticamente reale uno creato ad hoc per far scalpore – che chiamano in causa direttamente la premier. Che non si sottrae ma, in due interventi sui social, a sua volta accusa il centrosinistra.
Che la giornata sia agitatissima lo dimostrano anche gli scontri in Aula e i botta e risposta sul caso Roggero: Ricciardi del M5S e Bignami capogruppo di FdI si accusano a vicenda di aver incendiato il clima, mentre Meloni in tarda mattinata diffonde una sua dichiarazione: «Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile», sul decesso di Fakir «la verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno», la premessa. Poi l’affondo: «Ma nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine. Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza», non cercava la verità ma «lo scontro», perché «alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità».
L’attacco è chiaramente rivolto all’opposizione, e in particolare al sindaco di Bologna Lepore che ha chiamato la cittadinanza a un presidio per chiedere giustizia per Fakir, al termine del quale sono scoppiati pesanti scontri in città che hanno costretto 64 uomini delle forze dell’ordine a ricorrere a cure e portato il ministro dell’Interno Piantedosi a dire che «la famiglia di Fakir merita rispetto ma anche la polizia, in sei mesi feriti sono +62%». E infatti la Lega fa sapere che ha intenzione di rilanciare la proposta di cauzione ed eventuale risarcimento danni per chi organizza manifestazioni di piazza.
Se quindi vanno all’attacco anche Matteo Salvini e Antonio Tajani, il sindaco Matteo Lepore si difende: «C’erano due piazze, la nostra era pacifica. Se non avessimo fatto quel presidio, oggi la voce non ci sarebbe stata. Chiedere verità e giustizia non significa delegittimare chi indossa una divisa». Mentre alla Camera si litiga con toni durissimi tra Bignami per FdI e i capigruppo d’opposizione di Pd e M5S Braga e Ricciardi, e Giuseppe Conte parla di un governo che «fa propaganda per coprire il fallimento della sicurezza», e sul caso Fakir chiede che la politica lasci «fare alla magistratura», la polemica si allarga al video di Vannacci.
Lui lo definisce «ironico» e aggiunge che «gli scontri a Bologna dimostrano che la violenza è solo a sinistra», lei precisa che quella sorta di spot la vede protagonista «a sua insaputa». E sui social spiega: «Leggo che alcuni esponenti dell’opposizione mi chiedono di prendere le distanze» dal video fatto «da un altro partito di opposizione: lo faccio senza esitazione. Quel video non appartiene al mio modo d’essere, né al mio mood di intendere il confronto». Ma «mi aspetto la stessa fermezza quando autorevoli rappresentanti istituzionali della sinistra, davanti a vicende ancora al vaglio della magistratura, scelgono di alimentare un clima di contrapposizione che finisce per delegittimare le forze dell’ordine e offrire il pretesto a chi trasforma le piazze in luoghi di violenza. Mi aspetto che gli stessi esponenti della sinistra trovino il coraggio di prendere le distanze quando un assessore del Pd arriva ad evocare i fucili contro gli avversari politici». Insomma, la condanna delle parole d’odio deve «valere sempre. Senza eccezioni. Senza doppi standard». Bisogna «esporsi in prima persona. Mi auguro che tutti abbiano lo stesso coraggio».
Le replica dell’assessore, Lorenzo Pacini del municipio 1 di Milano che aveva evocato fucili per difendere la democrazia: «Meloni mi attacca su frasi false. Proporrei al governo di occuparsi della benzina che sta a 2 euro al litro» così si fa solo «distrazione di massa, per confondere gli italiani».