Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  luglio 21 Martedì calendario

Leonardo, contratto da 200 milioni per 11 elicotteri civili dal Medio Oriente

Si apre con un contratto per 11 elicotteri civili con un operatore mediorientale (circa 200 milioni di euro) il Farnborough Airshow 2026 di Leonardo. Un appuntamento che quest’anno vede i riflettori puntati sull’industria della difesa mondiale tra la spinta delle spese sulla sicurezza e l’incertezza ancora alta per i conflitti in Ucraina e Medioriente. L’attenzione è sull’offerta di droni intercettatori a basso costo, sulla tecnologia di propulsione, ma anche sui caccia senza equipaggio, sui missili ipersonici, sui satelliti spia e sui sistemi d’arma abilitati all’intelligenza artificiale.
E non a caso le società di difesa rappresenteranno la metà del record di 1.600 espositori. Questo mentre va in scena la rituale gara di ordini per aerei civili tra Boeing ed Airbus che potrebbero arrivare a quota 300, prevedono gli analisti. Anche se fonti del settore invitano a una certa prudenza sulla stima degli ordini totali targati Farnborough in arrivo: potrebbero essere molto inferiori alle previsioni di alcuni analisti, che stimavano 800 o più velivoli, a causa dei vincoli della catena di approvvigionamento che continuano a limitare la produzione.
In questo contesto giocherà la sua partita anche Leonardo, da fornitore della sicurezza globale mentre la difesa richiede sistemi sempre più interconnessi, con il suo portafoglio tecnologico multi-dominio da presentare alla fiera britannica iniziata ieri per chiudersi il 24. La consegna degli elicotteri targati Leonardo, prevista entro il 2028, “rafforza il già solido posizionamento per compiti di trasporto, soccorso e supporto all’industria energetica”, spiega la società guidata da Lorenzo Mariani. Ma conferma anche come al centro della visione industriale “vi siano continuità, crescita e potenziamento delle capacità produttive”. Li dove la capacità produttiva è la grande protagonista insieme all’innovazione. Del resto,«stiamo vivendo una fase di profonda trasformazione dello scenario internazionale, che richiede una risposta industriale sempre più solida, innovativa e tempestiva», spiega Mariani al suo debutto a Farnborough da ad e direttore generale di Leonardo. «Innovazione, velocità di esecuzione e alleanze strategiche sono fattori chiave per sviluppare le capacità richieste dallo scenario attuale e contribuire alla sicurezza globale», aggiunge. Dall’Eurofighter al Gcap, dagli addestratori M-346 e M-345 ai sistemi unmanned, dagli elicotteri alle tecnologie anti-drone, Leonardo presenta i principali programmi e tecnologie del dominio aereo.
Nel dettaglio, dal caccia Eurofighter Typhoon al programma di nuova generazione Gcap, fino agli addestratori M-346 Block 20 e M-345, dall’elicottero multiruolo AW149 al dimostratore di elicottero totalmente autonomo Proteus, fino alla collaborazione con il player turco Baykar attraverso la JV LBA Systems, la gamma integra aeromobili con e senza equipaggio a bordo, e le nuove soluzioni Collaborative Combat Aircraft (Cca), in un ecosistema progettato per operare in modo pienamente integrato. Nel dominio terrestre, invece, Leonardo accelera il rafforzamento della propria presenza industriale grazie alla joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles e alla recente acquisizione di Idv. Nel dominio marittimo, l’offerta va dai Combat Management Systems ai sistemi unmanned. Infine lo spazio, dove il gruppo recentemente ha registrato nel 2025 nuovi ordini totali 23,8 miliardi, punta a consolidare la leadership europea nei servizi in orbita e nella costellazione proprietaria di osservazione della Terra. Ma a sintetizzare la visione multi-dominio di Leonardo, è il Michelangelo Dome, un’architettura integrata che mette in connessione sensori, sistemi di comando e controllo ed effettori in un unico ecosistema.
Si tratta di uno scudo “aperto” che integra le capacità di difesa aerea e missilistica all’interno di un’architettura scalabile, coordinando le operazioni in tutti i domini operativi per migliorare l’efficacia della risposta alle minacce.