corriere.it, 21 luglio 2026
Enrico Varriale perde il ricorso contro la Rai
Il Tribunale con sentenza del 14 luglio ha respinto il ricorso del giornalista Enrico Varriale contro il licenziamento della Rai per giusta causa, ritenendo infondata la tesi secondo cui il provvedimento sarebbe stato una ritorsione legata alle precedenti cause per il demansionamento. Secondo il giudice, la Rai ha fondato il licenziamento su fatti concreti e documentati, tra cui la condanna a 10 mesi per atti persecutori e lesioni personali e le vicende emerse in un secondo procedimento penale, considerate incompatibili con il ruolo ricoperto dal giornalista e lesive dell’immagine dell’azienda.
Sanzione conservativa
Il Tribunale ha inoltre escluso che la tempistica del licenziamento fosse sufficiente a dimostrare una ritorsione, osservando che la Rai, in precedenza, aveva adottato nei suoi confronti solo una sanzione conservativa per un diverso procedimento disciplinare e aveva anche valutato possibili soluzioni organizzative per il suo reinserimento professionale. Per il giudice, quindi, il recesso non era una reazione alle iniziative giudiziarie del lavoratore, ma era motivato dalla gravità dei fatti contestati.
La vicenda
La vicenda tra Enrico Varriale e la Rai nasce nel 2021, quando il giornalista viene coinvolto in un’inchiesta per presunti maltrattamenti e atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. A seguito dell’apertura del procedimento penale, la Rai lo rimuove progressivamente dagli incarichi operativi e dalle trasmissioni di Rai Sport, pur mantenendolo in servizio. Negli anni successivi Varriale sostiene di essere stato di fatto demansionato e si rivolge al giudice del lavoro, ottenendo una sentenza che riconosce la dequalificazione professionale subita.
Lesioni e stalking
Parallelamente prosegue il procedimento penale. In primo grado Varriale viene condannato a 10 mesi per stalking e lesioni nei confronti dell’ex compagna, condanna successivamente confermata in appello. In un distinto procedimento viene inoltre condannato a 7 mesi per minacce nei confronti di un’altra donna, mentre l’accusa di stalking viene riqualificata dal tribunale. Dopo queste vicende giudiziarie, nell’ottobre 2025 la Rai dispone il licenziamento per giusta causa del giornalista e Varriale ha fatto ricorso ricordando anche la precedente sentenza favorevole ottenuta contro l’azienda per la dequalificazione professionale.