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 2026  luglio 21 Martedì calendario

Lavitola si dice sicuro che finirà in carcere

«La pista io credo di sapere qual è. Non so chi è il vero mandante ma so le motivazioni». Valter Lavitola torna a parlare dell’attentato dello scorso ottobre ai danni del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Intervistato dalla trasmissione Filorosso su Rai 3, Lavitola dice che, se potesse condurre personalmente le indagini, «forse risalirei al vero mandante».
«Alla fine di questa storia – continua Lavitola – sono sicuro al cento per cento che finirò in carcere. Una cosa certa è che rovinerà la vita a me e spero che non la rovini a Sigfrido. Una carriera come quella che ha fatto lui, finire come un amico di un bandito, è il peggio che gli poteva succedere».
Nel corso dell’intervista, realizzata all’interno del suo ristorante, Lavitola, figura centrale nell’inchiesta della Procura di Roma sull’attentato a Ranucci, 
affronta diversi aspetti dell’indagine. Incalzato sul fatto di non essere stato arrestato, ha risposto: «Forse vogliono vedere se io stando fuori faccio degli errori». «Quando sono andato in Procura ero sicuro che dopo l’interrogatorio mi arrestassero. Ho dovuto salutare mio figlio prima di andare. Mi sono portato pure lo zainetto con me».
L’imprenditore ha confermato inoltre che, prima che esplodesse la vicenda, era pronto a partire per il Camerun. «Stavo per partire», ha raccontato, spiegando di non avere più avuto contatti con il suo assistente, Gomes Clesio Tavares. 
Lavitola ha ribadito quindi di non avere nulla da nascondere. «Io ho incontrato il Procuratore Lo Voi – dichiara -. Se loro sono convinti che io ho fatto questo reato o, peggio ancora, se io lo avessi fatto insieme a Sigfrido, se avessero avuto delle prove concrete mi avrebbero arrestato».
Secondo l’imprenditore, la Procura potrebbe disporre di «elementi che sono off record». «Ci sono delle parti di persone che sono state toccate violentemente e che stanno rischiando troppo. Io ho detto a Sigfrido: guarda che rischi grosso», precisando tuttavia di non poter rivelare quali inchieste di Report potrebbero aver provocato questa reazione.