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 2026  luglio 21 Martedì calendario

«Boomerasking», una sola parola per dire ipocrisia

Quante facce ha Narciso? Tante, e alcune non solo sfuggono al mito originario del fanciullo innamorato di sé stesso, ma sorprenderebbero anche il dottor Sigmund Freud che traslocò il mito verso la psicoanalisi. Una questione di investimento del desiderio sull’altro o su sé stessi che ha avuto un ulteriore passaggio come fenomeno sociale illustrato nel 1979 in un famoso saggio di Christopher Lasch. Temi approfonditi in questi anni con particolare insistenza da psicologi, psichiatri e psicoanalisti anche alla luce della comunicazione social. Una autentica esplosione del narciso: basta guardarsi intorno, per rendersene conto. Come si sa, dai fenomeni diffusi nascono nuove parole, e una di queste è «boomerasking», un vocabolo-macedonia inglese che incrocia il sostantivo «boomerang» (nulla a che fare con i «baby boomers») e il verbo «ask» (chiedere). Dunque, una richiesta che ritorna su chi la pronuncia: ti faccio una domanda e mi do una risposta. Si tratta di un aggiornamento del narcisismo, perché vi si sovrappone una sottile dose di ipocrisia: è l’atteggiamento tipico di chi vuol mostrare interesse per l’amico, magari chiedendogli «come stai?» e aspettando una breve risposta prima di orientare l’obiettivo (e il microfono) su di sé senza più lasciare spazio (scampo) all’altro. Semmai, buttando là una domandina-ponte, per tornare implacabilmente a pronunciare quello che Gadda definiva il più lurido dei pronomi: io, io, io, io, io... Il «boomerasking» è un termine nato on line e acquisito dalla saggista Alison Wood Brooks, della Harvard Business School, in un libro intitolato Talk. Il libro è dell’anno scorso, ma il vizio montante della «autoconversazione» acquista importanza anche pensando al recente discorso di papa Leone ai cardinali sull’urgenza dell’ascolto. In Parlamento l’avrebbero orecchiato guardando l’I-Phone. Una pratica definita con un’altra parolina-macedonia: «phubbing», incrocio tra «phone» e «snubbing» (snobbare).