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 2026  luglio 21 Martedì calendario

A pranzo da La Russa Lupi e altri candidati per Milano

Chi arriva in taxi, chi a bordo di una berlina dai vetri oscurati e chi in sella al proprio scooter. Davanti al portone di casa del presidente del Senato sfilano i possibili candidati sindaci di Milano. La seconda carica dello Stato punta a compattare tutte le risorse del centrodestra milanese e definisce «lo schema» per le comunali. Con un obiettivo condiviso da tutti i commensali: strappare la città al centrosinistra. Ma l’iniziativa irrita gli alleati, che lanciano provocazioni proiettate sulle elezioni regionali del 2028.
A tavola ci sono Maurizio Lupi e i papabili candidati sindaci civici per Palazzo Marino del centrodestra: l’imprenditore Antonio Civita (che si presenta con una bottiglia di olio d’oliva di propria produzione), l’ex consigliere comunale di Forza Italia Pietro Tatarella, l’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada, il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano Antonino La Lumia (che porta il vino) e il giornalista Giovanni Terzi. Insieme a loro, ci sono anche l’ex ministra Daniela Santanché, il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo Carlo Fidanza e il senatore Bruno Sisler, coordinatore provinciale del partito.
Ma perché questo convivio politico nel luglio milanese? «Ho voluto riunire tutte le persone che si sono proposte o rese disponibili a spendersi per Milano – spiega lo stesso La Russa nel pomeriggio – e tutti si sono detti disponibili a dare una mano per evitare che il centrosinistra continui a governare la città». Non è mistero che il presidente del Senato abbia lanciato e sostenga la candidatura di Maurizio Lupi, coadiuvato da una squadra di quattro assessori tecnici, «ma lo schema può essere flessibile – precisa – oggi abbiamo sicuramente compiuto un passo avanti perché non ci troviamo con dei candidati schierati l’uno contro l’altro ma con un gruppo di persone autorevoli impegnate per Milano. Poi saranno poi Giorgia Meloni e i leader dei partiti della coalizione a decidere».
Ignazio La Russa spiega di non aver invitato Carlo Cottarelli, indicato come figura in grado di allargare verso il centro la base di consenso, «perché, pur essendo mio amico, è un candidato culturalmente non di centrodestra». E, tra l’altro, sembra che lo stesso economista abbia già declinato la proposta. La Russa rivela anche di aver pensato di invitare Silvia Sardone, vicesegretaria della Lega, a sua volta tra i nomi entrati nella lunga lista di potenziali candidati, e di aver rinunciato «perché è di un altro partito, non volevo commettere sgarbi». Ma a prescindere da questa sua cautela, dal versante leghista arriva una reazione stizzita alla sua iniziativa: «Il presidente Ignazio La Russa organizza pranzi per scegliere il candidato sindaco di Milano e individua Maurizio Lupi – commenta sarcastico il segretario della Lega lombarda, il senatore Massimiliano Romeo —, vorrà dire che noi organizzeremo delle cene per scegliere il candidato per la presidenza della Regione Lombardia che sarà sicuramente della Lega». E sulla sua scia arrivano anche le parole del coordinatore lombardo di Forza Italia, Alessandro Sorte: «Se FdI si intesta la candidatura di Lupi mi sembra evidente che abbia rinunciato alla presidenza della Regione: è un fatto politico».