ilmessaggero.it, 20 luglio 2026
Il Portogallo acquista 3 fregate da Fincantieri
Tre fregate Fremm Evo costruite da Fincantieri per la Marina portoghese, con un investimento stimato in circa 3 miliardi di euro. L’annuncio, arrivato al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e il primo ministro portoghese Luís Montenegro, apre uno dei maggiori programmi navali europei degli ultimi anni. Per Fincantieri si tratta di una commessa di forte rilevanza economica e industriale. Il valore indicato equivale a circa un terzo dei ricavi annuali del gruppo, che nel 2025 ha superato i 9 miliardi di euro. L’importo, tuttavia, non si tradurrà interamente e immediatamente in fatturato: le grandi unità navali vengono contabilizzate lungo diversi anni e il pacchetto potrebbe comprendere, oltre alle navi, armamenti, sensori, addestramento, manutenzione e supporto logistico.
Una cifra ancora da precisare. Nel corso delle dichiarazioni è circolato anche un valore di 3,9 miliardi, successivamente ridimensionato da fonti di Palazzo Chigi a circa tre miliardi. In attesa dei contratti esecutivi, questa resta dunque la cifra di riferimento più prudente. Dividendo l’importo per le tre unità si ottiene un valore teorico di un miliardo per nave. Il calcolo è però indicativo, perché non è ancora noto cosa sarà incluso nel programma: numero e tipologia dei missili, sistemi di combattimento, infrastrutture, ricambi e assistenza. Non sono ancora stati comunicati tempi di consegna, cantieri coinvolti, ritorni industriali per Lisbona e ripartizione economica tra Fincantieri e gli altri fornitori.
Il peso industriale
L’ordine consolida la presenza internazionale della famiglia FREMM e garantisce ulteriore continuità alla filiera navale militare italiana. Il programma interessa costruzione degli scafi, propulsione, radar, guerra elettronica, missili, comunicazioni e sistemi antisommergibile. Per Fincantieri il valore è anche commerciale: il Portogallo può diventare un cliente di lungo periodo per manutenzione, aggiornamenti tecnologici e supporto durante l’intera vita operativa delle navi. Meloni ha definito la scelta portoghese un riconoscimento dell’“eccellenza dell’industria italiana” e una dimostrazione della possibilità per l’Europa di rafforzare la propria autonomia strategica attraverso le proprie capacità industriali. La presidente del Consiglio ha inoltre indicato nell’accordo un punto di partenza per una cooperazione più ampia tra le filiere marittime dei due Paesi, dalla difesa alla cantieristica civile e alla Blue Economy. Montenegro ha sottolineato invece la capacità delle nuove fregate di sorvegliare le risorse marittime, proteggere gli interessi strategici e contribuire alla sicurezza della navigazione e del commercio internazionale.
Perché servono al Portogallo
La Marina portoghese dispone oggi di cinque fregate principali: tre Vasco da Gama, entrate in servizio nei primi anni Novanta, e due Bartolomeu Dias, acquistate usate dai Paesi Bassi e successivamente ammodernate. L’acquisto delle tre FREMM EVO appare quindi destinato soprattutto alla sostituzione delle Vasco da Gama. Per un Paese affacciato sull’Atlantico e responsabile anche delle acque intorno alle Azzorre e a Madeira, le nuove navi serviranno a sorvegliare grandi spazi marittimi, proteggere rotte commerciali e infrastrutture sottomarine e partecipare alle missioni NATO.
Le caratteristiche definitive della versione portoghese non sono ancora state rese note. La piattaforma italiana misura circa 144 metri, ha un dislocamento superiore alle 6.500 tonnellate, una velocità massima di almeno 27 nodi e un’autonomia vicina alle 6.000 miglia nautiche. Può imbarcare elicotteri, droni e circa 145 membri di equipaggio.
La versione EVO introduce radar più avanzati, un nuovo sistema di combattimento, capacità rafforzate contro missili e droni, una suite di guerra elettronica evoluta e la possibilità di gestire mezzi senza equipaggio aerei, navali e subacquei.
Compiti operativi
Guerra antisommergibile. Individuazione e contrasto dei sottomarini mediante sonar, elicotteri e siluri.
Difesa aerea. Protezione della nave e delle unità scortate da velivoli, droni e missili antinave.
Combattimento navale. Attacco contro unità di superficie attraverso missili, artiglieria ed elicotteri.
Scorta e protezione. Difesa di gruppi navali, convogli mercantili, unità anfibie e navi logistiche.
Sorveglianza marittima. Controllo delle acque nazionali, delle rotte commerciali, dei cavi sottomarini e delle infrastrutture strategiche.
Missioni Nato. Impiego in gruppi navali multinazionali e operazioni ad alta intensità nell’Atlantico e nel Mediterraneo.
Risposta alle crisi. Evacuazione di civili, assistenza umanitaria e sostegno durante emergenze e calamità.
Restano ancora da conoscere armamento, numero delle celle missilistiche, tipo di sonar, elicotteri imbarcati e calendario delle consegne. La scelta segna comunque il principale rinnovamento della flotta portoghese degli ultimi decenni e rafforza Fincantieri nel mercato europeo delle grandi navi militari.