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 2026  luglio 20 Lunedì calendario

Scismatici. Anche Pietro III scomunica i lefebvriani: l’incredibile storia della Chiesa-setta Palmariana

Non c’è solo la Chiesa cattolica ad aver scomunicato (nuovamente) i tradizionalisti lefebvriani per le quattro consacrazioni episcopali fatte ad Écône, in Svizzera, all’inizio di luglio. In un lungo video di quattordici minuti Sua Santità Pietro III (nella foto) ha ricordato che la Chiesa Palmariana, col suo fondatore Gregorio XVII, aveva già scomunicato la Fraternità Sacerdotale San Pio X lustri prima.
Da queste parti, dobbiamo al sito Advaticanum la scoperta dell’incredibile storia della Chiesa Palmariana, ritenuta nel pulviscolare universo anticonciliare e sedevacantista una setta chiusa e autoritaria che conta a oggi sessanta sacerdoti, una trentina di vescovi e nemmeno duemila fedeli. Il pontefice, appunto, è Pietro III, nome tipico degli antipapi ispirato dalla funesta profezia di San Malachia in base alla quale l’ultimo papa della storia sarà Petrus Romanus, così come Pietro, apostolo e santo, era stato il primo. Solo che prima di Pietro III, al secolo lo svizzero Markus Josef Odermatt, c’è stato anche un Pietro II palmariano (lo spagnolo Manuel Alonso Corral, morto nel 2011) e la storia non è finita.
Ma che cos’è la Chiesa Palmariana? Prende il nome dal paesino andaluso di El Palmar de Troya, a una cinquantina di chilometri da Siviglia. Qui, nel marzo del 1968 cominciò una serie di presunte apparizioni mariane, su un cespuglio di lentisco (oggi il Sacro Lentisco). La Vergine sarebbe stata vista da quattro ragazze. Ma un anno dopo anche un giovane impiegato che si chiamava Clemente Dominguez y Gómez riferì di avere avuto visioni mariane. Le presunte apparizioni palmariane suscitarono da subito dubbi nella Chiesa cattolica ma l’eretico Gómez fondò l’Ordine dei Carmelitani del Santo Volto: venne costruita una cattedrale grazie alla munificenza di una nobildonna.
Il veggente si fece poi ordinare illegalmente sacerdote e vescovo dal vietnamita Pierre Martin Ngô Dình Thuc, altra figura incredibile. Arcivescovo metropolita cattolico e fratello di Diem, primo presidente della Repubblica del Vietnam del Sud, Thuc ha fatto un intenso andirivieni tra sedevacantisti, tradizionalisti scomunicati e Chiesa di Roma. Nel 1976, infine, la svolta: alla morte di Paolo VI, Gómez si autoproclamò unico papa della Chiesa cristiana (ebbe una visione) e prese il nome di Gregorio XVII. Franchista dichiarato, Gómez riformò la Bibbia, sancì la presenza della Vergine nell’Eucaristia ma nel 1997 fu costretto a chiedere pubblicamente perdono per aver abusato sessualmente di preti e suore della sua Chiesa.
Morì nel 2005 e il suo successore designato fu Pietro II. Nel 2011 fu la volta di Ginés Jesús Hernández y Martínez, altro spagnolo, col nome di Gregorio VIII, che attenuò le rigide regole della setta: consentì ai fedeli di fumare e di andare al cinema. Nel 2016 Martínez però abdicò per andare a vivere con la compagna: due anni dopo vennero entrambi arrestati e condannati per rapina. Così in quell’anno fu il turno di Odermatt col nome di Pietro III, primo papa palmariano non spagnolo. Che storia!