repubblica.it, 20 luglio 2026
India, tensioni durante le proteste del Partito degli scarafaggi
Volevano schiacciarli ma, come spesso accade, hanno finito per moltiplicarli. Barricate, lacrimogeni e cariche con i manganelli non sono bastati. Gli “scarafaggi” del Cockroach Janta Party (Cjp), il “Partito Popolare degli Scarafaggi”, sono usciti allo scoperto ancora più numerosi, facendo crescere il movimento della Gen Z contro la disoccupazione giovanile e la corruzione. Decine di migliaia di manifestanti sono a Jantar Mantar, il luogo simbolo delle proteste a Nuova Delhi dove il movimento era accampato da tre settimane, e stanno cercando di raggiungere il Parlamento indiano come promesso.
I portavoce del Cjp sostengono che la polizia abbia tentato anche di arrestare il fondatore e leader del partito, Abhijeet Dipke, ma che la folla sia riuscita a impedirne il fermo. Dipke, 28 anni, aveva lanciato il movimento a maggio dopo che il presidente della Corte Suprema indiana aveva paragonato alcuni giovani disoccupati a degli “scarafaggi” durante un’udienza. “E se tutti gli scarafaggi si unissero?”, si era chiesto il ragazzo. Da quella provocazione è nato un movimento satirico che in meno di un mese ha raccolto milioni di follower online e si è trasformato rapidamente in una delle più grandi manifestazioni pubbliche di dissenso contro il governo del Primo Ministro Narendra Modi nella capitale indiana degli ultimi anni. Ragazze e ragazzi esasperati dall’ennesima irregolarità negli esami di ammissione universitari – con fughe di notizie sui testi delle prove – e dalla disoccupazione giovanile ai massimi livelli nel Paese.
Gli “scarafaggi” avevano annunciato una marcia verso il Parlamento indiano per chiedere le dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan, la riforma del sistema degli esami e un risarcimento per le famiglie degli studenti che si sono tolti la vita a causa dello stress successivo all’annullamento del test di ammissione all’università. Secondo la polizia di Delhi, però, la manifestazione non era stata autorizzata. Per questo gli agenti hanno circondato Jantar Mantar – area ufficialmente destinata alle proteste, a pochi chilometri dal Parlamento – con barricate e cordoni di sicurezza. Misure necessarie, per le autorità, per garantire l’ordine pubblico durante la sessione parlamentare.
Tra la folla studenti, professionisti e famiglie con bambini. Molti con zaini pieni di acqua e cibo, pronti per una lunga giornata di protesta; altri con le bandiere indiane e cartelloni tra le mani. “Protesta pacifica”, si leggeva su uno di questi. “Grazie, Sonam Sir!”, recitava un altro, stretto tra le mani di un giovane manifestante. Il riferimento era a Sonam Wangchuk, il noto attivista che sabato è stato trasferito in ospedale dalla polizia dopo 20 giorni di sciopero della fame. La sua vicenda ha dato nuova energia al movimento.
La protesta, iniziata pacificamente, è però degenerata in scontri. La polizia ha invitato i manifestanti a disperdersi attraverso gli altoparlanti, mentre dalla piazza arrivavano slogan contro il ministro dell’Istruzione e contro Modi. Dopo che alcuni manifestanti hanno tentato di superare le barricate, la polizia ha usato gas lacrimogeni e caricato la folla con i manganelli. Secondo i portavoce del partito, oltre 40 persone sarebbero rimaste ferite.
Mentre il portavoce del Cockroach Janta Party Saurav Das partecipava a un incontro con il ministro della Salute J.P. Nadda insieme a un altro rappresentante del movimento – uno dei primi segnali di possibile apertura del governo verso i leader della protesta – si diffondevano nella pizza le voci dell’arresto di Dipke, poi smentite da Saurav Das. “Tuttavia, finora non è stato preso alcun impegno. I manifestanti pacifici non si fermeranno finché le loro richieste non saranno soddisfatte!”, ha annunciato il portavoce.
Il portavoce del partito ha fatto sapere che è in preparazione una lettera con le richieste da presentare al governo, mentre il ministro della Salute ha assicurato che porterà le istanze dei manifestanti direttamente all’esecutivo. Ma a Jantar Mantar la protesta non accenna a fermarsi: la folla è rimasta in piazza anche quando è iniziata la pioggia, decisa a non lasciare il presidio. Nel frattempo, diversi utenti sui social, tra cui l’account ufficiale del Cockroach Janta Party su X, hanno denunciato l’interruzione della connessione internet nella zona, pubblicando screenshot di messaggi degli operatori che avvisavano della sospensione del servizio “fino a nuovo avviso”.