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 2026  luglio 20 Lunedì calendario

La campagna israeliana per recuperare consenso negli Usa

Milioni di messaggi sono arrivati sui cellulari degli americani negli ultimi mesi in cui mittenti di nome Emma o Sarah, per conto di un gruppo chiamato “Friends for Peace”, hanno chiesto cosa pensassero dei colloqui di pace tra Usa, Israele e Iran. Dietro questa insolita campagna di sondaggio c’era una società legata al presidente americano Donald Trump e finanziata dal governo israeliano di Benjamin Netanyahu con un obiettivo: far cambiare all’opinione pubblica americana il giudizio negativo su Israele.
Secondo il Wall Street Journal, il governo israeliano ha stanziato circa 50 milioni di dollari per finanziare influencer, podcaster, programmi di intelligenza artificiale e servizi di media conservatori con lo scopo di dipingere Israele come difensore della libertà degli Stati Uniti, Paese dove invece il 60 per cento degli americani, secondo un sondaggio del Pew Research Center, vede Israele in modo negativo. I messaggi arrivati sui cellulari sono stati generati dall’intelligenza artificiale e rappresentano solo una parte del contratto da 45 milioni di dollari che il governo israeliano ha stipulato con Brad Parscale, storico alleato di Trump.
Il piano rientra in un progetto più largo, con oltre 700 milioni stanziati dal governo Netanyahu per «plasmare la percezione pubblica» e migliorare l’immagine del Paese nel mondo, come annunciato dal ministro degli Esteri Gideon Sa’ar. I messaggi arrivati sui cellulari hanno un tono amichevole del tipo «stiamo raccogliendo opinioni su Israele e ci farebbe conoscere la tua». Per poi aggiungere: «Crediamo che la forza di Israele sia fondamentale per il futuro e la libertà dell’America». Se l’utente chiede come abbiano ottenuto il numero, il servizio non risponde.
Parscale è dirigente di Salem Media, gruppo conservatore che ospita conduttori e podcaster pro-Israele come Lara Trump, nuora del presidente Trump. “Come è possibile che il secondo più grande network radiofonico conservatore sia gestito da un agente registrato per conto di un governo straniero?”, ha chiesto Steve Bannon, ex stratega di Trump. Un gruppo chiamato Show Faith by Works, invece, ha progettato di inviare messaggi filo-israeliani ai frequentatori delle megachiese evangeliche e agli studenti dei college cristiani. Quanto questo piano abbia successo non è chiaro, perché poi basta la notizia della morte di due soldati americani per spingere migliaia di utenti americani sui social ad accusare Trump di combattere una guerra “per conto di Israele”.