corriere.it, 20 luglio 2026
1800 euro di premio risultato per i dipendenti di illycaffè
Il premio di risultato condiviso con i dipendenti: è la prima volta che succede in casa illycaffè ed è un momento storico perché, come dice l’amministratrice delegata Cristina Scocchia, «Questo premio riconosce il contributo collettivo. È un modo per dire che il successo dell’azienda nasce dal fatto che tutti remano nella stessa direzione. Vogliamo premiare non solo il singolo, ma anche la squadra», ha detto la ceo parlando ai quotidiani locali. Per poi aggingere: «In un contesto reso complesso dall’andamento dei costi delle materie prime e dalle tensioni geopolitiche internazionali, stiamo performando molto bene grazie all’impegno straordinario dei nostri collaboratori. Abbiamo visto nell’intesa con i sindacati per la definizione di un premio di risultato per gli impiegati e le maestranze un passo in avanti importante per offrire alle nostre persone una partecipazione concreta ai risultati del gruppo, riconoscendo il contributo che ciascuno fornisce ogni giorno alla crescita e al successo dell’azienda».
L’intesa sottoscritta con le rappresentanze sindacali aziendali e le strutture territoriali di Fai Cisl e Flai Cgil di Trieste e Milano, prevede un premio che può raggiungere i 1.800 euro, variabile in funzione dell’inquadramento professionale e del raggiungimento degli obiettivi aziendali di crescita e redditività. L’introduzione del premio conferma dunque la volontà dell’azienda di riconoscere anche a operai e impiegati il contributo ai risultati collettivi, integrandolo con il sistema di merito individuale già in vigore.
I dipendenti potranno inoltre scegliere di convertire, in tutto o in parte, il premio in welfare aziendale, ottenendo un’integrazione del 10% sulla quota trasformata. Un contributo tangibile al potere di acquisto delle famiglie. Si tratta del primo accordo di secondo livello mai siglato in azienda e riguarda i dipendenti delle filiali di Trieste e Milano, in totale 1400, con la maggioranza nel capoluogo giuliano da sempre cuore delle attività dello storico gruppo del caffè nato nel 1933 e che oggi è presente in 140 Paesi, attraverso filiali e distributori
La crescita
Accordo che arriva in un momento significativo. Nonostante la bolla del prezzo del caffè verde, ai massimi ormai da un paio di anni e tornato nelle ultime settimane stabilmente oltre quota 300 centesimi per libbra, l’azienda guidata da Scocchia ha registrato nel 2025 un fatturato record a 700 milioni di euro, frutto di una strategia che ha visto crescere le vendite in tutti i mercati di riferimento, in Italia, negli Usa e in Europa, dove sono stati concentrati anche gli investimenti (principalmente con le due acquisizioni dell’anno, quella del suo distributore svizzero e quella delle macchine da caffè Capitani, in Italia), mentre a Trieste è da un anno in funzione la terza linea di montaggio dedicata all’iconico barattolo da 250 grammi. Sempre a Trieste è prevista la prossima attivazione di un nuovo impianto di tostatura. Il piano di sviluppo dello stabilimento triestino ha già portato, nel 2025, all’assunzione stabile di circa 100 nuove risorse.
L’ultima mossa
Di recente illycaffè ha annunciato la sottoscrizione di un accordo di produzione strategico pluriennale con Westrock Coffee Company, società statunitense attiva nel settore del beverage e specializzata nei prodotti caffè, tè e ready-to-drink. L’intesa è finalizzata allo sviluppo e al confezionamento di alcuni prodotti destinati al mercato nord‑americano. «Gli Stati Uniti rappresentano per noi un mercato prioritario, nel quale siamo cresciuti a doppia cifra negli ultimi quattro anni – ha spiegato Scocchia -. L’avvio della relazione con Westrock costituisce una tappa chiave del nostro piano di crescita: contribuirà a potenziare le operations in Nord America, a sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti dedicati al mercato locale e a migliorare ulteriormente il livello di servizio in una geografia strategica».
Westrock metterà a disposizione una piattaforma multi-stabilimento che permetterà di raddoppiare la percentuale di prodotti destinati al mercato americano confezionati in loco e principalmente legati alla categoria del ready-to-drink.