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 2026  luglio 20 Lunedì calendario

Caso Ranucci, mossa Rai: pronto l’audit sulle inchieste di Report

Ormai è questione di giorni. La Rai avrebbe deciso di aprire un audit sul metodo Report, o meglio su quanto emerso dalle indagini che hanno portato la Procura a indagare Valter Lavitola per l’attentato a Sigfrido Ranucci. Nel mirino ci sono quei servizi giornalistici che, dalle indiscrezioni di stampa, sembrerebbero essere stati ispirati da terzi con intenti personali, economici, politici.
La decisione è nelle mani dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, senza passaggi dal consiglio di amministrazione: il prossimo si riunirà il 30 luglio e probabilmente sarà solo informato. Tuttavia un audit della Rai basato su un’inchiesta giudiziaria ha bisogno dell’autorizzazione della Procura che indaga, per evitare intralci. Dunque, è molto probabile che nella prossima settimana Rossi chieda all’ufficio legale di ottenere questo lasciapassare per avviare l’accertamento interno.
Di quali questioni si debba occupare l’audit della Rai, è presto detto. Si tratterebbe di verificare l’eventuale violazione di norme procedurali e etiche vigenti in azienda. Nel fare la richiesta alla Procura, Rossi dovrà circoscrivere il perimetro dell’audit, specificando, ad esempio, quali inchieste di Report potrebbero essere state «strumentalizzate» per raggiungere fini estranei a quelli puramente giornalistici. Il riferimento sarebbe, ad esempio, all’intercettazione di un dialogo tra Ranucci e il deputato pentastellato Dario Carotenuto nel quale i due si scambiavano (o promettevano di scambiarsi) informazioni su un eventuale ruolo del deputato di FdI Gerolamo Cangiano nell’attentato al giornalista. L’ipotesi che il M5S possa aver ispirato alcune inchieste di Report è stata già negata seccamente dal giornalista e dal deputato. Ma c’è anche un filone d’inchiesta personale, relativo cioè a frequentazioni private di Ranucci, che suggerirebbe di accendere un faro su alcune inchieste relative a un sindacato nel quale avrebbe lavorato una donna titolare di un’utenza telefonica, intercettata nelle indagini, per i molto frequenti scambi con Ranucci.
Da approfondire ci sarebbero inoltre alcuni servizi relativi a esponenti di Fratelli d’Italia del Lazio nei confronti dei quali Lavitola avrebbe avuto dei conti in sospeso. E poi c’è sempre la vicenda del «carbon credit» e del business, rientrato in una puntata di Report del novembre 2025, che poi sarebbe divenuto una delle potenziali attività di Lavitola: un maxiprogetto africano da 1,3 miliardi di euro all’anno. Al faccendiere, Ranucci avrebbe fornito consigli, affiancandolo in un incontro con alcuni potenziali investitori, pochi giorni dopo l’attentato. Sul punto il conduttore ha già fornito la sua versione: «Sappiamo che vi è un confine sottile talvolta tra noi e le fonti – ha ammesso in un’intervista al Corriere —. Lavitola mi chiedeva suggerimenti qualche volta. Ad esempio sul business del “carbon credit” al quale avevamo dedicato una puntata approfondita che suggeriva di stare in guardia. Gliene ho dati evitandogli sorprese».
Tornando alla Rai, l’audit, qualora fosse autorizzato, si concretizzerebbe in un confronto tra l’azienda e Ranucci, chiamato a sciogliere i dubbi emersi. Non sarà l’eventuale apertura dell’indagine a condurre a un’ipotetica sospensione del giornalista, come richiesto da esponenti della maggioranza, ma soltanto un suo esito non soddisfacente per la Rai. Report a novembre andrà in onda. Come, si vedrà.