Corriere della Sera, 20 luglio 2026
«Legittima difesa, allargare i limiti». Spinta leghista, gelo di Forza Italia
La Lega segna un altro punto: presenta una proposta di legge per estendere i limiti della legittima difesa. Ulteriore iniziativa dopo la raccolta di firme per la grazia arrivata a quota 120 mila, e la seconda visita in due giorni del leader Matteo Salvini al detenuto. Ma Fratelli d’Italia non resta a guardare. Anche Galeazzo Bignami, capogruppo meloniano alla Camera, si presenta al carcere di Bollate e annuncia una «raccolta di firme di tutto il centrodestra». Forza Italia, visibilmente a disagio, marca una distanza netta dagli alleati: «Niente fughe in avanti».
Intorno al caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato per l’omicidio di due rapinatori, il centrodestra si agita e si divide. Il centrosinistra, invece, si indigna: «Vogliono il Far West». Dopo le dichiarazioni del segretario della Lega sulla necessità che il Parlamento riveda la legge sulla legittima difesa, la proposta è stata formalizzata. A prima firma del senatore Claudio Borghi, modifica il codice penale, prevedendo la non punibilità di «qualsiasi reazione» nell’immediatezza di un’aggressione a mano armata dentro casa o all’interno del proprio negozio, «indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta». Se approvata, la proposta di legge, garantisce Borghi, si applicherebbe anche al caso di Roggero: «Il gioielliere sarà libero per il principio della retroattività illimitata dell’abolizione del reato. Senza bisogno di chiedere nulla a Mattarella. Siamo della Lega, cerchiamo soluzioni ai problemi anche usando l’unico potere che controlliamo. Quello del Parlamento».
Dagli alleati centristi della compagine di governo filtra un dissenso preoccupato. «Leggeremo con attenzione la proposta di Borghi – avverte Enrico Costa, capogruppo forzista alla Camera – ma riteniamo che un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull’onda emotiva di fatti di cronaca. Ma scrivere norme con equilibrio e ponderazione, destinate a durare. Noi siamo favorevoli alla richiesta di grazia». Tira dritto Borghi: «Basterebbe l’ok di FdI e la maggioranza per approvare la nostra proposta ci sarebbe».
FdI è allineata sulla difesa di Roggero. La premier, sul Corriere, ha confidato di avere dubbi sulla proporzionalità della condanna a 14 anni e 9 mesi del gioielliere. Ieri Bignami ha effettuato primi passi concreti. «Sono andato a trovare Roggero – racconta il parlamentare all’uscita dal carcere – e gli ho portato l’abbraccio di tantissimi italiani che, come me, ritengono che debba ricevere la grazia. Non si tratta di dare un giudizio sulla sentenza. Personalmente, però, ritengo una follia che chi si difende da una rapina debba pagare centinaia di migliaia di euro di risarcimento nei confronti di chi quella rapina l’ha compiuta e dei suoi familiari». Il capogruppo di FdI, dopo il riferimento alle parole della premier sulla necessità di modificare le norme sul risarcimento, aggiunge: «In considerazione dell’età di Roggero, 14 anni e 9 mesi di detenzione sarebbero una condanna all’ergastolo. Alla luce di quanto ha subìto sarebbe difatti insopportabile. Ci auguriamo che quanto prima possa ritrovare l’affetto dei suoi cari». Come? Attraverso la grazia, per cui appunto Bignami annuncia una raccolta di firme tra i parlamentari di tutto il centrodestra. Unica strada sulla quale convergerebbe senza distinguo FI. Ma l’iter è lungo e le prerogative esclusivamente del presidente della Repubblica.
Le accuse che piovono sui leghisti di promuovere iniziative strumentali nell’ottica della competizione con il movimento di Roberto Vannacci, non frenano Salvini. «Questa settimana ha un nome e un volto, quello di Mario Roggero – è il tono del vicepremier —. Sono tornato da lui per stargli vicino. Per dimostrargli che non lo lasciamo solo». Gli ha suggerito di scrivere un libro e gli ha garantito sostegno legale attraverso il reclutamento delle parlamentari leghiste Giulia Bongiorno e Simonetta Matone.
Le opposizioni, compatte, denunciano tanto attivismo. «È sciacallaggio», attacca Angelo Bonelli di Avs. «Vogliono cancellare la legittima difesa sostituendola con il diritto alla vendetta – dice Giuseppe Conte, leader M5S —. Se salta la proporzionalità rispetto all’offesa, se salta l’attualità, la persistenza dello stato di pericolo, è il Far West». Per Riccardo Magi, di +Europa, «vogliono istituire la licenza di uccidere». Duro Walter Verini del Pd che mette in luce il profilo politico: «È gravissimo che Salvini e Meloni, per inseguire Vannacci, oltrepassino ogni confine di rispetto istituzionale, anche verso il capo dello Stato».