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 2026  luglio 20 Lunedì calendario

Caso Fakir, Il Viminale garantisce: «Massima trasparenza»

La tragedia di Abderrahim Fakir si consuma in circa 39 minuti. Un lungo lasso di tempo impresso nella memoria della bodycam che uno dei due poliziotti indossava ieri mattina durante l’intervento al Pilastro di Bologna. La prova di quanto accaduto: la Questura l’ha già messa a disposizione della magistratura che indaga sulla morte del 42enne immobilizzato da due agenti e da un civile, uno dei residenti che aveva richiesto il loro intervento al 112.
Massima trasparenza, nessun comportamento che possa ricordare anche minimamente i fatti del G8 di Genova proprio nei giorni in cui cade l’anniversario di quanto accaduto 25 anni fa. La linea del Viminale è chiara: «Non c’è nulla da nascondere, collaborazione totale con chi indaga». La notizia del decesso di Fakir arriva nel pomeriggio e il capo della polizia Vittorio Pisani si mette subito in contatto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Concordano la strategia di massima trasparenza e vengono avviati i contatti con i vertici della Questura bolognese ribadendo che la vicenda dovrà essere affrontata «con tutta la trasparenza» che un simile caso richiede. Ogni dettaglio della morte del 42enne è stato preso in esame nel corso degli accertamenti di ieri, fra riscontri e testimonianze, compresi i tentativi di contenimento dell’uomo fatti dai due poliziotti, che hanno poi utilizzato lo spray urticante – a base di capsicum – per rendere inoffensivo il fermato. Sarà l’autopsia a chiarire se la sostanza al peperoncino possa aver avuto conseguenze fatali sulla vittima, soprattutto se dovessero emergere pregressi problemi di salute o forme di allergia. Non è chiaro al momento come la Procura di Bologna intenda procedere nell’inchiesta: con un modello 45, contro ignoti o indagando subito gli agenti come atto dovuto.
La strategia della collaborazione da parte della polizia ha già consentito di stabilire, al netto delle immagini della bodycam che saranno visionate dopo essere state recuperate da un consulente terzo nominato dai pm, che tutto inizia alle 12.15 di ieri con l’arrivo in via Italo Svevo dell’autoradio del commissariato Bolognina inviata dalla Questura dopo la segnalazione di alcuni cittadini di un soggetto «in escandescenze». Saranno acquisite le registrazioni delle telefonate al 112. E si terrà conto della ricostruzione dell’Azienda sanitaria, che ha aperto un’inchiesta interna aggiungendo sulla scena alle 12.53 l’automedica Bologna 101 partita alle 12.42 dall’ospedale Maggiore dopo la richiesta, sei minuti prima, alla centrale operativa del personale Cri di un consulto medico sul posto. A constatare il decesso del 42enne è proprio il secondo equipaggio arrivato in via Svevo.
In un momento di massima attenzione ai temi della sicurezza, richiamati anche dalla presidente del Consiglio nelle ultime riunioni di governo, il Viminale sceglie di mostrarsi aperto e in atteggiamento di collaborazione piena con la magistratura. Del resto durante la visita che la stessa premier ha fatto a Roma la scorsa settimana al Reparto volanti della polizia, accolta dallo stesso prefetto Pisani e dal ministro Piantedosi, ha rappresentato la vicinanza del governo «a chi ogni giorno svolge in strada il proprio lavoro al servizio dei cittadini». E proprio seguendo questa linea si è sottolineato la volontà di mettersi a disposizione dei magistrati in una vicenda che, questo viene ribadito, è stata una tragica fatalità. Perché «sono state seguite le procedure previste in interventi di questo tipo senza compiere alcun abuso».