Corriere della Sera, 20 luglio 2026
Raid russi in Ucraina, almeno 20 morti
Una delle peggiori notti da quando è iniziata la guerra: quante volte è stato detto in oltre quattro anni di missili? In Ucraina piovono missili balistici come da noi la grandine di solito quando è buio o non è ancora giorno: è successo di nuovo ieri prima dell’alba in diverse città del Paese, a cominciare da Kiev, il bersaglio più ambito dai russi. Il bilancio delle autorità parla di venti morti e più di 140 feriti nel giro di 24 ore. A Kharkiv, vicino al confine russo, quattro persone uccise. A Odessa una. Nella capitale almeno sei.
Il Cremlino doveva vendicare l’attacco del giorno prima, quando droni ucraini hanno preso di mira Wildberries, «la Amazon russa»: secondo Volodymyr Zelensky i due depositi 800 km a sud-est di Mosca sono hub logistici per l’assemblamento di armi. Le autorità russe hanno detto che otto persone vi hanno perso la vita. D’altra parte, ogni occasione è buona per lanciare attacchi contro il Paese che dal febbraio 2022 osa rispondere agli invasori. Su Kiev i russi hanno lanciato ieri 125 droni e almeno 41 missili, compresi gli Iskander e gli ipersonici Zircon. Il sindaco della capitale, Vitaly Klitschko, ha detto che tra gli obiettivi colpiti ci sono anche aree residenziali, un supermercato e un dormitorio. La normalità di una domenica mattina d’estate è testimoniata dalla foto a fianco: persone che passeggiano davanti a carcasse di auto, edifici sfigurati anche soltanto dallo spostamento d’aria.
Gli intercettori Patriot, sistemi di difesa di fabbricazione Usa di cui l’Ucraina non è mai abbastanza fornita, hanno disintegrato 18 missili balistici, quelli che si alzano in volo a migliaia di chilometri di distanza superando l’atmosfera prima di ripiombare sulla Terra con le loro testate esplosive. La campagna di raid sulle città coincide con il crescere degli attacchi ucraini sulla rete energetica russa. Kiev ha incrementato i raid sulla Crimea, annessa da Mosca nel 2014. Sul fronte politico, non si fermano le proteste per il siluramento di Mykhailo Fedorov, il ministro della Difesa in rotta di collisione con il capo delle forze armate, che si ritrova a sua volta in bilico: Zelensky ha annunciato per oggi colloqui chiave per la leadership delle forze armate.
E la diplomazia? Nessuna voce di dialogo, nessun Memorandum d’Intesa è stato infranto (come quello tra Usa e Iran), per la semplice ragione che non è mai stato neanche firmato.