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 2026  luglio 19 Domenica calendario

Giappone, via libera ai pantaloni corti in ufficio

Tokyo ha dato il via libera ai pantaloncini in ufficio durante i mesi estivi, una svolta “casual” rispetto l’immagine del “salary man” con cui spesso l’Occidente identifica i giapponesi. L’iniziativa arriva nell’ambito del “Cool Biz”, la campagna governativa del 2005 per ridurre i consumi energetici e incentivare i dipendenti a rinunciare all’abito formale. Ma la nuova misura per affrontare il caldo record e per ridurre il consumo di aria condizionata sta alimentando un acceso dibattito su due temi, uno dei quali parecchio insolito.
Una delle tematiche emerse è la cosiddetta sune-hara (“molestia da peli sulle gambe”), espressione coniata dai media nipponici per descrivere il disagio provato da alcune donne davanti alle gambe scoperte e pelose dei colleghi.
L’altra critica, invece, denuncia il doppio standard: mentre agli uomini è consentito alleggerire il proprio abbigliamento con l’arrivo dell’estate, molte lavoratrici continuano a subire la pressione sociale di indossare collant o gonne lunghe. Atsuko Tamada, docente di Letteratura francese alla Chubu University, intervistata dal New York Times, mette il dito nella piaga: “Se gli uomini indossano sandali e shorts, perché non devono sottostare agli stessi standard di cura e depilazione?”.
Oltre alla questione estetica, l’architettura sociale giapponese, scrive il quotidiano conservatore Sankei Shimbun, è fondata sul rispetto gerarchico e sull’armonia collettiva e mal tollera le eccezioni. Il “giapponese medio” non è abituato a vedere il capo in shorts, e il disagio si misura in sguardi imbarazzati, battute e regole non scritte.