Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  luglio 19 Domenica calendario

Atti persecutori e diffamazione: arrestato Macario

É finito agli arresti domiciliari con l’accusa di aver tormentato per anni su internet cardinali, professori e giornalisti il 46enne Giuseppe Macario. Otto anni dopo l’inchiesta pubblicata su Rolling Stone da Selvaggia Lucarelli che ne aveva svelato le imprese. A partire dall’ideazione del movimento “Free flights to Italy” comparso sulle schede elettorali della circoscrizione Estero-America Settentrionale e Centrale in occasione delle consultazioni del 2018 per il rinnovo di Camera e Senato.
A dare notizia dell’arresto del 46enne di Fiano Romano, ieri, sono stati Corriere della Sera e Messaggero.
Macario è accusato di aver diffamato e calunniato per anni, dal 2022, l’università Lumsa, i suoi vertici e due docenti dell’ateneo, e di cyberstalking, ovvero di atti persecutori nei confronti della stessa Lucarelli del compagno di lei, lo chef Lorenzo Biagiarelli, e del giornalista Rai Leonardo Metalli.
Nella richiesta di arresto del pm romana Nadia Plastina, citata dal Corriere, si parla di “consapevolezza di arrecare non solo un turbamento nell’animo delle persone offese, attraverso la diffusione di notizie false, la cui viralità, capacità di diffusione e permanenza online, sono idonee ad estendere la portata della diffamazione a un pubblico indefinito, accrescendone l’umiliazione. Ma anche di creare danni di immagine ed economici”. Quanto ai professori della Lumsa presi di mira si spiega che per la paura avrebbero limitato la loro presenza “sui social, in particolare Linkedin, utilizzati a fini professionali, rinunciando a incarichi o inviti a incontri, riducendo i colloqui con gli studenti, delegando alcune attività universitarie, non aggiornando il curriculum per evitare che Macario traesse spunto per ulteriori condotte lesive, controllando e cercando spasmodicamente in rete la pubblicazione di altri contenuti diffamatori”.
Per compiere le sue persecuzioni Macario si sarebbe avvalso delle abilità tecniche che gli avrebbero consentito, sempre secondo il Corsera, di qualificarsi per ventiquattro volte al secondo posto nel concorso del ministero della Difesa per esperti informatici (al momento risulta sospeso dall’incarico).