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 2026  luglio 19 Domenica calendario

Perché Stachanov oggi abita in Italia

Lavorano anche quando sono ammalati; e tengono una buona fetta delle ferie nel cassetto, senza sfruttarle. A incrociare i dati che provengono da un paio di studi prodotti da aziende digitali del mondo hr e limitrofo, verrebbe da dire che Stachanov oggi ha il passaporto italiano.
Il paradosso delle ferie emerge da una indagine condotta da SD Worx, società di paghe e hr, che ha intervistato 16.500 lavoratori in 16 Paesi europei. Viene fuori che solo il 44,5% dei lavoratori italiani è riuscito a utilizzare tutti i giorni di ferie maturati nell’ultimo anno, il secondo risultato peggiore in Europa. Solo la Serbia registra una performance inferiore. Dato che fa dire alla società che “in Italia le ferie esistono sulla carta, ma per molti dipendenti restano difficili da utilizzare pienamente”.

I lavoratori italiani dispongono mediamente di 24,7 giorni di ferie retribuite all’anno, leggermente al di sotto della media europea di 25,3 giorni. Ma pur dichiarando di volerne in media 33,6, quindi nove in più di quelli effettivamente disponibili (uno dei divari maggiori in Europa), a conti fatti poi finiscono per sfruttarne ancor meno. Anche perché il 44% degli italiani afferma di non sentirsi libero di andare in ferie senza creare pressione sui colleghi, “segno che il senso di responsabilità e la carenza di sostituzioni continuano a pesare sulla cultura del lavoro nel nostro Paese”, dice la ricerca. Un dato dunque che richiama a una presa di coscienza culturale e organizzativa: così si rischia il burnout. “Ci sorpassano in peggio soltanto Spagna, Slovenia e Serbia: nei Paesi con la cultura delle ferie più consolidata, come Finlandia, Regno Unito e Irlanda, oltre la metà dei lavoratori dichiara invece di poter staccare senza sensi di colpa”.
L’indagine riguarda anche altri aspetti, come il numero di giorni consecutivi necessari per ricaricare completamente le batterie: gli italiani rispondono 9,2 giorni, uno dei risultati più bassi in Europa rispetto alla media di 13,4 giorni. Paesi come Spagna, Polonia e Svezia arrivano a indicare la necessità di oltre due settimane di ferie consecutive per recuperare pienamente.

I dati sulle ferie fanno scopa con lo European Always-On Workforce 2026 de ilCVperfetto, che analizza il rapporto dei lavoratori europei con gli orari di lavoro, le ferie, la malattia e la disponibilità richiesta anche al di fuori della normale giornata lavorativa. Una modalità di connessione comunque che rischia di avere, anche in questo caso, strascichi sulla salute e sul benessere.
Tra i risultati che emergono, c’è appunto l’85% dei dipendenti dichiara di aver continuato a lavorare nonostante non si sentisse bene, invece di prendersi un giorno di malattia. E il 78% che trova difficile, almeno qualche volta, disconnettersi mentalmente dal lavoro durante il tempo libero. Anche durante le ferie emerge che il 63% dei dipendenti continua a pensare o occuparsi in qualche modo del lavoro pur se è in vacanza. Sempre più persone lavorano oltre l’orario previsto: l’88% dei dipendenti occasionalmente lavora al di fuori dell’orario stabilito.