la Repubblica, 19 luglio 2026
Ben-Gvir: coccodrilli attorno alle carceri. Protestano solo gli ambientalisti
Israele potrebbe costruire dei fossati pieni di coccodrilli attorno alle carceri di massima sicurezza in cui sono rinchiusi detenuti palestinesi. Avanzata dal ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir nel dicembre scorso, la proposta di una “Alligator Alcatraz”, dal nome di una iniziativa analoga lanciata da Donald Trump negli Stati Uniti, era stata inizialmente bloccata dalle autorità dello Stato ebraico: non perché il governo di Benjamin Netanyahu la riteneva disumana nei confronti dei carcerati, bensì per le proteste degli animalisti, secondo i quali i coccodrilli avrebbero sofferto se costretti a vivere in condizioni diverse da quelle del loro habitat naturale.
Ma in questi giorni la ministra dell’Ambiente Idit Silman ha riclassificato come “animale addomesticabile” il coccodrillo del Nilo, la specie allevata nel deserto israeliano del Negev da cui sarebbero prelevati gli esemplari destinati a fare per così dire da guardie addizionali alle prigioni, e il progetto può diventare operativo, come riportano agenzie di stampa a Gerusalemme e media internazionali.
In un primo tempo il ministro Ben-Gvir, esponente del partito di estrema destra nella coalizione guidata da Netanyahu e protagonista di numerose controversie condannate dalle associazioni per i diritti umani, aveva citato a sostegno della propria idea l’esempio della “Alligator Alcatraz” (denominata come la celebre isola prigione al largo di San Francisco), brevemente istituita da Trump quale centro di detenzione per immigrati illegali in Florida ma poi chiusa. Gli oppositori del progetto israeliano notavano tuttavia che in Florida gli alligatori vivevano già allo stato brado intorno al centro di detenzione, situato in prossimità delle paludi Everglades, mentre nelle carceri dello Stato ebraico avrebbero dovuto essere appositamente trasferiti con rischi per la loro salute.
Con il via libera della ministra dell’Ambiente, i coccodrilli del Nilo potrebbero arrivare nel prossimo futuro al carcere di Ketziot, un penitenziario di massima sicurezza nel sud di Israele, il primo indicato da Ben-Gvir per l’iniziativa. A meno che in ottobre Netanyahu perda le elezioni, come predicono alcuni sondaggi, e a Gerusalemme ci sia presto un nuovo governo.