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 2026  luglio 19 Domenica calendario

Vacanze, l’aumento folle dei prezzi nell’ultimo decennio

Se nel 2016 un volo nazionale costava 100 euro, oggi per la stessa tratta ne servono quasi 300. È il simbolo dell’esplosione dei prezzi che nell’ultimo decennio ha cambiato il costo delle vacanze degli italiani e, con esso, anche il modo di partire. A pesare non sono soltanto alberghi e trasporti: rincarano anche molti dei prodotti simbolo dell’estate, dai gelati alla frutta fresca fino all’acqua minerale.
È quanto emerge da un’analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che ha confrontato i prezzi rilevati dall’Istat nel 2016 con quelli attuali. 
I trasporti
A guidare la classifica dei rincari sono proprio i trasporti. Le tariffe dei voli nazionali sono aumentate del 193,3% in dieci anni, mentre quelle dei collegamenti europei segnano un incremento del 187,1%. Più contenuto, ma comunque rilevante, il rincaro dei voli intercontinentali (+67,7%), che secondo il C.r.c. risentono oggi di una domanda meno vivace anche a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Subito dopo arrivano i traghetti, che hanno quasi raddoppiato i prezzi (+92,1%), rendendo sempre più costosi gli spostamenti verso le isole. Anche dormire fuori casa pesa maggiormente sul bilancio familiare: le camere di albergo costano oggi in media il 68,8% in più rispetto a dieci anni fa, mentre i pacchetti vacanza “tutto compreso” registrano un aumento del 46,4%. Più moderata, invece, la crescita delle tariffe di campeggi e villaggi turistici (+22,1%).
Il cibo
L’inflazione non risparmia neppure la tavola estiva. I pomodori guidano la classifica degli alimentari con un rincaro del 74%, seguiti dall’insalata (+41,2%) e dalla frutta fresca (+39,8%). Anche concedersi un gelato costa di più (+36,2%), così come acquistare pesce (+33,7%) o una bottiglia d’acqua minerale (+33%). Le bibite analcoliche registrano invece un incremento del 30,5%.
Auto e carburanti
Sul fronte della mobilità incidono anche i carburanti. Rispetto al 2016 il prezzo medio del gasolio è aumentato del 61%, mentre la benzina segna un rialzo del 28,5%. Crescono inoltre i costi del noleggio auto (+27,9%) e dei biglietti ferroviari (+27,6%). Più limitato, invece, l’aumento dei pedaggi autostradali, che nello stesso periodo si fermano al 10,3%.

Dai condizionatori alla birra
Il quadro, tuttavia, mostra come l’aumento del costo della vita abbia inciso in modo molto diverso a seconda dei settori. Se trasporti e ricettività hanno registrato rincari ben superiori all’andamento generale dei prezzi, altri beni hanno visto incrementi decisamente più contenuti. È il caso dei condizionatori, aumentati del 15% in dieci anni e della birra (+16,4%), segno che non tutti i comparti hanno trasferito sui consumatori gli aumenti dei costi nella stessa misura. Il risultato è che oggi il peso economico di una vacanza è determinato soprattutto dalle spese di viaggio e di alloggio, molto più che dai consumi quotidiani.
Le cause
Dietro l’impennata delle tariffe aeree concorrono diversi fattori: il forte recupero della domanda dopo la pandemia, la riduzione dell’offerta su alcune rotte interne, l’aumento dei costi operativi e i sistemi di tariffazione dinamica adottati dalle compagnie, che tendono a far lievitare i prezzi nei periodi di maggiore richiesta.
Secondo Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del C.r.c., questa dinamica ha modificato profondamente le abitudini delle famiglie. «Se nel 2016 la vacanza estiva aveva una durata media di undici giorni ed era concentrata soprattutto ad agosto, oggi gli italiani preferiscono soggiorni più brevi, di tre o quattro notti, distribuiti tra giugno, luglio e settembre, quando le tariffe sono generalmente più contenute». Sempre più diffusa anche la scelta di destinazioni vicine e facilmente raggiungibili, così da contenere le spese di trasporto. Una tendenza che si riflette anche nelle mete: la quota di italiani che trascorre le vacanze estive all’estero si è più che dimezzata, passando dal 25,5% del 2016 al 12% dello scorso anno.