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 2026  luglio 19 Domenica calendario

Intervista ad Anna (Anna Pepe)

Dal selfie in parrucca rosa al Quirinale con Mattarella al debutto al numero uno della classifica Fimi con Million Dollar Babe. Momento speciale per Anna (il cognome è Pepe ma solo per l’anagrafe), da due anni l’artista femminile più ascoltata in Italia.
È diventata milionaria?
«Il titolo non ha un significato monetario: volevo dire che in un percorso di crescita personale e professionale sono riuscita a darmi valore».
Non se lo dava prima?
«Non che mi svalutassi, ma, come tutte le ragazze, ho delle insicurezze. Il successo mi ha dato tanta autostima e fiducia in me stessa. Partiamo da una cosa base che vale per tutte le ragazze, anche le più belle: l’estetica. Il percorso professionale mi ha aiutata e grazie ai meravigliosi look che creano per me sono riuscita a conciliarmi con questo aspetto».
Madonna ha detto: «Non mi spoglio più, lo fanno tutte e io faccio cose diverse: pensare e vestirmi».
«Mia mamma è fan di Madonna e non posso che adorarla. Quando avrò l’età e l’esperienza di Madonna forse avrò un occhio più critico verso l’industria, adesso me ne sento parte. Se mi va, mi svesto e posto una foto in mutande».
Prima frase del disco: «Vengo dal niente».
«È la verità: sono self made. Non ho avuto bisogno di nessuno per diventare quello che sono».
Cos’era quel niente?
«Una realtà in cui chi provava fare qualcosa di diverso veniva giudicato, deriso o guardato storto. Una realtà di provincia in cui era strano che una ragazzina facesse rap».
Cosa le dicevano?
«C’è un commento che non dimenticherò mai: “ma tuo padre lo sa che fai questa roba?”. Mio papà lo aveva letto e mi aveva detto che andava fiero di me. È sempre stato un mio supporter. Lui fa il deejay e ha una collezione di vinili hip hop, funky e soprattutto musica portoricana: sono cresciuta con Héctor Lavoe».
Il titolo ricorda quello del film di Clint Eastwood con Hilary Swank...
«Quella storia rispecchia la mia indole: una ragazza che si fa spazio in un mondo prettamente maschile. Nel film la boxe, io nel rap».
Mamma invece ha realizzato la copertina di un’edizione limitata in vinile...
«Ha studiato all’Accademia di Belle Arti a Carrara ma nella vita ha fatto altro, ha passato la mia infanzia in cucina. Mi è spiaciuto che non avesse mai avuto una vetrina per far vedere i suoi lavori».
Il rosa è ovunque nel suo immaginario...
«Da piccola non lo mettevo mai, lo reputavo troppo da femminuccia».
Il selfie con Mattarella è stato un momento coraggioso o pazzo?
«È stato tutto molto spontaneo. Mi sono sentita onorata della chiamata in qualità di autrice a questa storica udienza in Quirinale della Siae».
Nel brano «Sono io il pass» dice di poter entrare ovunque, anche in Vaticano. Il prossimo selfie con papa Leone?
«Ah ah! Perché no?».
Quella canzone si apre con l’audio del video andato virale in cui lei si rivolge a un addetto alla security: «Se non mi fai entrare da Gucci, ti piglio a schiaffi».
«Ho uscite che mi fanno risultare sbruffona e antipatica, ma quella volta stavo scherzando. Conosco quel signore, avevo fatto dei video saluti per sua figlia ed era un modo goliardico per chiedergli di ricambiare il favore. Qualcuno sui social mi ha rotto le scatole, ma tanto lo fanno anche quando sono col sorriso... e allora tanto vale far la villain».
Lei scrive da sola, senza l’aiuto di squadre di autori di successo... Si è mai pentita di non aver preso qualche hit che le hanno proposto?
«È normale ricevere pezzi scritti da altri, però onestamente non mi sono mai pentita dei “no”. Non è una critica rispetto a chi utilizza altri autori, ma in questo momento non rispecchia il mio modo di lavorare: ho bisogno di sentire autenticità nei miei pezzi, che rispecchiano comunque chi sono e come mi sento in questo momento».
«Cuore in off» è uno dei nuovi brani. Anche il suo è spento?
«Mi piace far divertire i fan, ma in un disco c’è bisogno anche di una parte emotional per aiutare a sfogare i sentimenti. Il mio cuore più che in off è in stand by. Quando lavori troppo non hai tempo di pensare all’amore. Forse è una cosa positiva. L’amore rende vulnerabili, la musica mi rende forte».

Se un giorno dovesse andare a Sanremo preferirebbe vincere il Festival o la serata che offre la qualifica all’Eurovision?
«Eurovision. Per i miei show vorrei un palco come quello e sento che potrei fare un figata per portare in alto la bandiera italiana e rendere più digeribile la nostra musica all’estero».