Corriere della Sera, 19 luglio 2026
Legge elettorale, il duello al Senato
Un botta e risposta a distanza, ieri, quello tra il presidente del Senato, Ignazio La Russa e le opposizioni. «È una enorme bugia sostenere che il Senato, e quindi anche la Camera, pensino solo alla legge elettorale – ha detto in serata a Catania La Russa intervenendo alla due giorni dell’Ecr, il partito dei Conservatori europei —. Non vorrei che quelli che dicono “ci sono troppe cose da fare mentre il centrodestra pensa solo alla legge elettorale”, poi invece cominciassero a fare ostruzionismo impedendo di pensare alle altre cose».
E già, perché poche ore prima sui social, Giuseppe Conte era partito all’attacco: «Sono diventati tutti invisibili – aveva scritto —. I cittadini bastonati dai rincari, i lavoratori stremati e sottopagati, gli imprenditori travolti dall’aumento dei costi dell’energia e dalle tasse...». E poi la stoccata finale: «Ma mi raccomando, non disturbate il governo, che su questi temi fischietta e non si degna neppure di discutere le nostre proposte. Per loro le emergenze del Paese sono altre. Bloccano per mesi il Parlamento su una legge elettorale truffa, del tutto incostituzionale».
Il riferimento è alla norma «anti cespugli», che danneggerebbe il Campo largo. Lo Stabilicum, approvato in prima lettura giovedì alla Camera, ora passerà al Senato. E secondo La Russa «un voto come quello di martedì (con la maggioranza battuta sull’emendamento per le preferenze, ndr) scorie ne lascia, perché ha dimostrato che anche all’interno del centrodestra c’è chi privilegia la propria paura di non essere rieletto». A questo proposito, visto che dall’interno di Forza Italia si lascia intendere che anche in Senato le preferenze rischieranno l’affossamento, La Russa dà un consiglio: «Inutile ripresentare le preferenze, se si capisce che non passeranno. Io comunque sono a favore. I tempi per la seconda lettura saranno giusti, non sarà necessario allungarli...». Il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani è altrettanto cauto: «Noi dopo una riunione di gruppo abbiamo deciso di sostenere l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia – dice —. È stato bocciato dai franchi tiratori che facevano parte di tutte le forze politiche. Se verrà riproposto, ne riparleremo, il nostro gruppo al Senato ne parlerà. Io sono sempre stato eletto con le preferenze, non sono per principio contrario, però bisogna vedere se ci sono i numeri, bisogna vedere in quale contesto, se prevarrà anche un’idea negativa delle preferenze. Quindi staremo a vedere, ma ripeto, è una parte molto marginale della riforma della legge elettorale che punta alla stabilità, quello che conta è la riforma della legge».