Corriere della Sera, 19 luglio 2026
Kiev, ora rischia il capo dell’esercito
Zelensky prepara cambiamenti ai vertici militari sotto la pressione delle proteste scoppiate dopo il siluramento del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. Per due giorni il presidente ha incontrato gli alti comandi e ha parlato sia con lui sia con il suo rivale, il capo delle Forze armate Oleksandr Syrsky, di cui, secondo il Financial Times, starebbe cercando un sostituto. «Ascolto ciò che dice la gente. Le decisioni riguardanti l’esercito verranno elaborate», ha spiegato.
Ieri le manifestazioni sono proseguite per il terzo giorno consecutivo. A Kiev migliaia di persone hanno mostrato cartelli di protesta al grido di «vergogna» e «Fedorov», chiedendo il ritorno del ministro e le dimissioni di Syrsky. Cortei sono stati annunciati anche in altre città ucraine. L’ex vicepremier ha ringraziato i sostenitori: «C’è dialogo. Credo che tutto si risolverà».
Al centro delle decisioni annunciate c’è dunque il destino del generale. Zelensky sarebbe pronto a rimuoverlo, ma soltanto dopo avere individuato una figura capace di garantire un passaggio ordinato senza indebolire la difesa lungo i 1.200 chilometri del fronte.
Intanto la guerra dei droni colpisce sempre più in profondità entrambi i Paesi. Gli attacchi ucraini contro la Russia hanno provocato nove morti e più di ottanta feriti, secondo le autorità locali. Sette operai del turno notturno sono stati uccisi in un centro logistico di Wildberries a Kotovsk, nella regione di Tambov; un’altra persona è morta dopo il raid contro un secondo magazzino del colosso dell’e-commerce a Elektrostal, vicino a Mosca. Una nona vittima è stata segnalata nella regione di Belgorod.
Zelensky ha rivendicato gli attacchi contro i due centri, sostenendo che rifornissero l’industria russa di componenti sotto sanzione per produrre droni e sistemi di navigazione. Un deposito petrolifero è stato centrato a Noginsk, provocando l’evacuazione di un reparto maternità e di un edificio residenziale. Mosca afferma di avere intercettato 379 droni nella notte.
La campagna ucraina si è estesa al Mar Nero e al Mar d’Azov, dove Kiev dice di avere colpito altre tredici imbarcazioni della «flotta ombra» russa. Salgono così a 172 quelle prese di mira in tredici giorni. Danneggiato anche un ponte ferroviario usato per la logistica militare nel Lugansk occupato.
La Russia ha risposto martellando diverse regioni ucraine. Almeno sei persone sono rimaste uccise. A Odessa un missile ha colpito un parco divertimenti, provocando due morti e quattro feriti, tra cui un bambino; potrebbero esserci persone sotto le macerie. Un’altra vittima è stata segnalata nel distretto di Kryvyi Rih, una nel Dnipropetrovsk e due a Kramatorsk, nel Donetsk.
Sempre nella regione di Odessa, un altro attacco contro le infrastrutture portuali ha ucciso una persona e ne ha ferite almeno tre. Danneggiati edifici, magazzini e una nave mercantile battente bandiera di Antigua e Barbuda. Mosca sostiene di avere preso di mira depositi di carburante militare e due navi cargo.