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 2026  luglio 19 Domenica calendario

Mamdani indaga per sapere se potrà arrestare Netanyahu

A settembre, a New York, il premier israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe ritrovarsi a varcare le porte del Palazzo di Vetro per l’assemblea dell’Onu con un mandato di arresto sulle spalle e un sindaco deciso a verificare di poterlo fare eseguire. Il primo cittadino dem Zohran Mamdani ha infatti annunciato di voler verificare se esistano gli strumenti giuridici per dare seguito al mandato di arresto emesso nei confronti del premier israeliano dalla Corte penale internazionale (Cpi) il 21 novembre 2024. «Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia», ha dichiarato in un’intervista rilasciata al New York Times, riferendosi al leader israeliano come a «un criminale di guerra accusato dalla Corte penale internazionale». Il leader israeliano e l’allora ministro della Difesa Yoav Gallant sono accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante il conflitto nella Striscia di Gaza a seguito degli attacchi del 7 ottobre 2023. Non è la prima volta che Mamdani si esprime in questi termini e da deputato statale, nel 2023, aveva anche promosso un disegno di legge per impedire il finanziamento degli insediamenti israeliani in Cisgiordania attraverso enti di beneficenza registrati nello Stato di New York. Il sindaco ha spiegato però di essere «in fase di confronto attivo» con l’ufficio legale della città. «Faremo quello che la legge mi consente di fare, ma non scriveremo leggi ad hoc a tal fine». Gli Stati Uniti, infatti, non hanno mai ratificato il trattato istitutivo della Cpi dell’Aia e non sono quindi obbligati a dare esecuzione ai suoi provvedimenti. Inoltre, c’è il nodo Trump che ha definito il mandato della Corte «illegittimo».