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 2026  luglio 19 Domenica calendario

Caso Roggero, per l’opposizione è solo propaganda

Tiene ancora banco la vicenda di Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo.
Nel centrodestra le posizioni restano radicali. La Lega (e Vannacci) vuole ampliare la legittima difesa e candidare Roggero. «Ne sarei orgoglioso», dice Salvini.
L’opposizione contrattacca. «Fanno a gara su chi primeggia nello sciacallaggio», s’indigna il presidente M5S Giuseppe Conte. «Nel caso del gioielliere la legittima difesa non c’entra nulla. Dopo aver fallito sulla sicurezza – ha aggiunto – hanno trovato la ricetta furba per scaricare sui cittadini la responsabilità: procuratevi un’arma e fatevi giustizia da soli». Per la deputata Pd Michela Di Biase «un uomo condannato per duplice omicidio pretende di impartire lezioni al presidente della Repubblica. Si stanno sacrificando le istituzioni sull’altare della propaganda».
Ma Ignazio La Russa nega che tra il ministro Nordio e il capo dello Stato ci sia stato un confronto teso. «Non ci sono state parole di Mattarella – ha detto il presidente del Senato —. Ha incontrato il ministro della Giustizia su una puntualizzazione che credo fosse ovvia, credo che non ci sono strascichi su questo». La Russa dice anche di essere d’accordo con la premier Meloni «sul fatto che non è procrastinabile» una norma che impedisca ai delinquenti di chiedere il risarcimento per i danni subiti mentre commettono un reato.
L’attacco alla prima carica dello Stato è in atto invece, ribatte il segretario di +Europa Riccardo Magi: «Come per la legge elettorale, si svela il vero obiettivo della destra: il Colle e demolire la separazione tra i poteri».
«Politica stracciona, che prende un caso di cronaca e rincorre l’umore – sottolinea Carlo Calenda, presidente di Azione —. Legge e ordine non è farsi giustizia da soli. Vannacci è un vero fascista». Ma Vannacci sembra quasi rispondergli con una dichiarazione ancora più estrema: «Se è vero che tutti abbiamo diritto alla vita – ha sostenuto —, non è colui che si difende che non rispetta il diritto alla vita del criminale ma è il criminale che rinuncia al suo diritto alla vita».
Più cauti e diplomatici gli azzurri: «Rispettiamo le sentenze e siamo favorevoli alla grazia, prerogativa assoluta del capo dello Stato, qualora vi fossero le condizioni», dice il presidente dei deputati di FI Enrico Costa.