Corriere della Sera, 18 luglio 2026
David Beckham continua a vincere, anche senza giocare
Cura il suo alveare, riordina la ghiaia nel vialetto in giardino, poi si scola una birra gelida. Esce dal pub e ferma un camion di patatine, per farsi dare uno strappo fino al fast food e bere una bibita gassata. Dopo essersi dissetato fa un salto in banca, compra un biglietto aereo in prima classe e aderisce all’ultima offerta della compagnia telefonica di fiducia. Un’ultima aggiustata all’abito griffato con il suo nome, una lucidata agli occhiali con le sue iniziali e poi Sir David Beckham è pronto per uscire dai suoi mille spot pubblicitari ed entrare in carne e ossa allo stadio, dopo aver invaso il tinello, le cucine e le camerette di tutti gli americani, grandi e piccini, uomini e donne, di qualsiasi origine e classe.
Perché lui piace a tutti quando sfodera il suo sorriso impeccabile e rassicurante di ex campione, che esulta per l’Inghilterra e poi si dispera, giusto un attimo. Perché lui vince sempre, dato che Messi gioca nella sua squadra, l’Inter Miami. Nelle esultanze e nella tristezza, Beckham è sempre accanto alla moglie e ai figli. Senza Brooklyn, che ha rotto con la famiglia per l’eccessivo controllo «aziendale» che David e Victoria esercitano sulla prole, fin dalla culla. Ma per tutta risposta, il primogenito chiamato come il quartiere di New York dove Victoria scoprì di essere incinta, è diventato testimonial di un marchio di consegne di cibo a domicilio, sfruttando proprio la separazione dalla famiglia come base della sceneggiatura per lo spot.
Beckham è un marchio così consolidato che senza aver nemmeno mai giocato una finale di un Mondiale o di un Europeo, o aver sfiorato il Pallone d’oro, Sir David è diventato per Forbes il primo ex calciatore a sfondare il miliardo di patrimonio (1,4 di euro). E in questo Mondiale dove pubblicizza ogni categoria merceologica, a partire dalle sue storiche scarpe, compare anche su un campetto con Zidane e Del Piero, grazie all’intelligenza artificiale.
Un docente di Economia dell’università di Washington ha stimato in «circa 25 milioni di dollari» le entrate dell’inglese in questo Mondiale: se si contano i premi che ricevono le squadre, Beckham si colloca al quinto posto, guadagnando più di 44 nazionali su 48. Tutto questo senza aver nessun legame contrattuale con la Fifa: un dettaglio che lo colloca al di sopra dei tanti ex colleghi celebri e più vincenti che fanno parte della corte del presidente Infantino.
David invece ha sempre l’espressione del ragazzo del pub accanto, un family man che fa tutto ma non esagera mai. E il calcio resta la parte principale del suo patrimonio, con le azioni della franchigia Mls di Miami, che ha debuttato nel 2020 ed è già una delle più preziose. Non solo per le maglie rosa di Messi, ma anche per il patrimonio immobiliare del club: il Nu Stadium, con una capienza di 26.500 posti, è stato inaugurato ad aprile e il complesso commerciale Freedom Park che sta per nascere ha un valore inestimabile. Beckham si è assicurato il diritto sulla franchigia per 25 milioni di dollari nel 2007: oggi le sue azioni valgono più di 300.
Ma l’ex giocatore di United, Real Madrid, Milan e Psg, non è solo un testimonial perfetto per ogni prodotto, compreso il pacchetto di Qatar 2022. È anche un imprenditore con ottimi consiglieri: possiede anche il 55% di Authentic, la più grande azienda di licenze di marchi (dopo Disney) che detiene i diritti di proprietà intellettuale di Elvis Presley, Marilyn Monroe e Muhammad Ali. Il mix di celebrità e nostalgia aiuta a guadagnare. Ed essere il datore di lavoro di Messi è l’investimento migliore: oggi e domani.