Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  luglio 18 Sabato calendario

La proposta di riforma Ue sugli Ets non piace a nessuno

All’industria europea sarà consentito emettere CO2 più a lungo e a un costo inferiore rispetto a quanto previsto finora: la Commissione europea ha presentato la revisione del sistema europeo di scambio di quote di emissione Ets, il principale pilastro della politica ambientale dell’Unione, che dal 2005 fissa un prezzo alla CO2 degli impianti di energia elettrica e termica, dell’industria manifatturiera, dei voli commerciali e dal 2024 anche di parte del trasporto marittimo. Il principio è che chi inquina paga. La revisione era molto attesa ed è molto controversa.
Decarbonizzazione
Il meccanismo diventa più flessibile però obbliga gli Stati membri a destinare alla decarbonizzazione industriale il 50% dei ricavi provenienti dall’Ets, che attualmente sono usati per questo solo in minima parte: «Gli Stati membri ricevono circa l’80% di tutti i proventi dell’Ets, ma di quell’80% meno del 10% è stato speso per la decarbonizzazione industriale», ha sottolineato il commissario Ue al Clima Wopke Hoekstra presentando la proposta, che dovrà ora essere negoziata tra gli Stati membri (Consiglio) e il Parlamento europeo. L’obiettivo è proteggere l’industria europea ed evitare che delocalizzi andando a produrre dove le regole ambientali sono meno stringenti. Bruxelles si è mossa spinta dal malcontento dell’industria chimica tedesca, dell’Italia e dei Paesi dell’Europa centrale. «Uniamo un’azione climatica ambiziosa alla competitività, aprendo la strada alla reindustrializzazione dell’Europa e imprimendo una vera accelerazione verso l’indipendenza», ha aggiunto Hoekstra.
La revisione mira ad allineare il sistema Ets all’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’Unione per il 2040 che prevede un taglio del 90%, con un adeguamento dal 2031 del ritmo con cui il massimale totale delle emissioni di gas serra nell’Ue diminuisce ogni anno. Il fattore di riduzione lineare (Lrf) scende dal 4,4% attuale al 3,7% per il periodo 2031-2035 e all’1,7% per il periodo 2036-2040. Saranno inclusi nel sistema Ets anche gli inceneritori di rifiuti e i voli con partenza in Europa e arrivo entro 5000 chilometri da Francoforte: la misura include gli scali del Medio Oriente ma esclude Stati Uniti e Cina.
Quote gratuite
Bruxelles intende anche estendere le quote gratuite per la manifattura a dopo il 2030 per i settori coperti dal Cbam che resteranno in vigore fino al 2038 ma le vincolerà alla decarbonizzazione. Le quote gratuite diventeranno delle «quote d’investimento»: l’80% sarà concesso gratuitamente dopo la pubblicazione dei piani aziendali per gli investimenti nella decarbonizzazione; il restante 20% sarà concesso dopo l’attuazione e la pubblicazione degli investimenti e delle relative riduzioni delle emissioni. La Commissione propone anche, nell’ambito della revisione dei benchmark, di assegnare all’industria quote gratuite di emissione per un valore aggiuntivo di circa sei miliardi di euro nel periodo 2026-2030, rispetto a quanto l’industria riceverebbe con le regole attuali. Bruxelles è intervenuta anche sulla Riserva di Stabilità del Mercato, che è il meccanismo progettato per stabilizzare l’offerta e la domanda di quote di emissione: la percentuale di permessi di emissione in eccesso che viene ritirata annualmente dal mercato scenderà dal 24% al 12%.
Le reazioni
Per il presidente di Confindustria Orsini la revisione è «insoddisfacente» perché «si limita a interventi con effetti solo marginali nel breve termine». Il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin darà battaglia nel negoziato in Consiglio sulla «definizione dei benchmark e il sistema di assegnazione delle quote gratuite». La Iata ha espresso «profonda frustrazione».