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 2026  luglio 17 Venerdì calendario

56 ore di riposo perse a causa del caldo

All’inizio del film La finestra sul cortile, capolavoro del 1954 realizzato da Alfred Hitchcock, la cinepresa immortala una situazione all’epoca estrema ma che ormai conosciamo bene: l’insonnia da caldo. L’inquadratura si muove di appartamento in appartamento. Una coppia che ha spostato il materasso sulla scala antincendio, una ragazza in mutande che si veste con le finestre spalancate, una donna si poggia un panno rinfrescato sulla fronte. E poi c’è James Stewart, disperato con il gesso alla gamba, che gronda sudore. La colonnina di mercurio segna poco più di 30 gradi. Settantadue anni dopo, 30 gradi sono la normalità. E l’insonnia da caldo è un problema che coinvolge sempre più persone.
Analisi globale
Un nuovo studio, realizzato da Climate Central, ha stimato quante ore di sonno perdiamo ogni anno per le temperature elevate. La media globale supera le 56 ore. Se contiamo una notte di riposo in otto ore, significa che per colpa della canicola buttiamo via una settimana di riposo all’anno. In alcune città dell’India o dei Paesi Arabi, il caldo toglie 88-91 ore di sonno. L’ente scientifico ha analizzato le temperature in 1.338 grandi città di tutto il globo e ha anche calcolato quanto di questo sonno perso sia attribuibile direttamente al cambiamento climatico causato dalle attività umane: oltre il 10%. Può sembrare una quota minima, ma il dato è almeno raddoppiato negli ultimi 50 anni ed è destinato a crescere ancora. L’Italia si posiziona largamente sopra la media mondiale con in testa Milano al 20% (in media 7 ore in più all’anno per colpa del cambiamento climatico), Torino al 19% (6 ore in più), Palermo al 18% (8 ore), Roma al 14% (5 ore), Napoli al 12% (6 ore).
Notti tropicali
Per capire cosa sta succedendo, dobbiamo aggiungere i dati che ci fornisce Copernicus, l’ente europeo che studia il nostro meteo e il nostro clima. Le notti tropicali, definite da temperature che non scendono mai sotto i 20°C, sono raddoppiate nel nostro continente in soli trent’anni. Nel 2025 l’Italia ha registrato 50 notti tropicali in più rispetto alla media storica (il dato più alto di tutta Europa dopo la Grecia, 55 notti). Un record destinato con tutta probabilità a essere superato quest’anno.
Riposo fragile
Torniamo all’insonnia. Il sonno ha un ruolo essenziale per l’umore, la memoria, la capacità di concentrazione e la produttività. Una carenza prolungata può inoltre avere conseguenze sulla salute cardiovascolare e sul funzionamento del sistema immunitario. Il nostro organismo, per addormentarsi e mantenere un sonno profondo, ha bisogno di abbassare la propria temperatura interna, un processo reso sempre più difficile. Il problema è particolarmente evidente nelle città, dove asfalto ed edifici restituiscono durante la notte il calore accumulato di giorno. È il fenomeno delle isole di calore urbane, ben noto in Europa.
Le diseguaglianze
Il caldo non ci colpisce allo stesso modo. L’effetto delle temperature notturne sugli adulti sopra i 65 anni è più che doppio rispetto a quello registrato tra le persone di mezza età. Nei Paesi a reddito medio-basso è quasi tre volte maggiore rispetto ai Paesi più ricchi. Anche le donne risultano più esposte e vulnerabili, soprattutto quelle incinte.
L’aria condizionata può ridurre il disagio, ma resta una protezione distribuita in modo diseguale. In Italia, secondo gli ultimi dati Istat, il 55% delle famiglie ha l’aria condizionata. Qualcuno, come il povero “Antò, fa caldo” della celebre pubblicità, deve ancora fare senza.
Hitchcock, 72 anni fa, aveva capito il problema prima di tutti noi. Il maestro del brivido era ossessionato dal caldo, lo considerava un “cattivo invisibile” nei suoi film: rendeva i suoi personaggi pazzi, pericolosi o semplicemente molto, molto insonni.