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 2026  luglio 17 Venerdì calendario

Crollo parziale al tribunale di Bolzano

Erano stati sollecitati da tempo i lavori di manutenzione alle colonne portanti del Tribunale di Bolzano avviati solo un mese fa. E il cantiere degli operai di un’azienda del Trevigiano si era concentrato proprio nell’atrio del palazzo d’epoca fascista, appena dietro alle colonne alte venti metri sulla scalinata d’ingresso. Quell’atrio che ora non esiste più, insieme con tre grandi aule tra cui quella di Corte d’Assise e a diversi uffici come quello del procuratore. Il crollo alle 6,24 di ieri ha distrutto tutto. Quattro piani si sono accartocciati aprendo un enorme squarcio da cui ora si scorge la montagna di San Genesio.
«Siamo tutti miracolati. Il giovedì è una giornata piena di udienze civili, solo un paio d’ore più tardi si sarebbe consumata una strage», sono state le prime parole della presidente del Tribunale, Francesca Bortolotti. «Abbiamo sentito il boato, poi tutto cadeva. Sembrava un terremoto», racconta una dei tre addetti alle pulizie che in quel momento erano all’interno. Tutti sotto choc ma illesi: solo uno di loro avrebbe riportato qualche abrasione.
Alcuni cedimenti in passato si erano verificati: qualche calcinaccio, un cornicione, piccoli episodi abbastanza comuni in un edificio come questo, che risale a oltre ottant’anni fa e, dal 2018, è di proprietà della Provincia. Varie attività di manutenzione ordinaria erano state condotte nel tempo, fino a quella avviata un mese fa, strutturale e quindi molto più importante. Se abbia avuto qualche correlazione con il crollo lo stabiliranno le indagini che il procuratore Axel Bisignano ha avviato, per ora contro ignoti, ipotizzando l’accusa di crollo colposo.
Subito si sono scatenate anche le polemiche politiche. Il palazzo, infatti, risale al Ventennio fascista: per i partiti esponenti dell’indipendentismo sudtirolese è «un’eredità da cancellare al più presto». Al punto che, sui social, la lista Jwa parla di «una bella giornata per l’Alto Adige». In un comunicato stampa, la Sudtiroler Freiheit chiede le dimissioni dell’assessore alle Opere pubbliche Christian Bianchi, oltre che «l’immediata demolizione del fatiscente edificio fascista». Parole che la Lega ha definito gravissime: «Esultare per un episodio che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia è moralmente inaccettabile e non può trovare alcuna giustificazione».
Dopo «il rinvio di tutte le udienze civili e penali a data da destinarsi, a eccezione di quelle indifferibili» disposto dai vertici del Tribunale, il ministero della Giustizia ha fatto sapere che «sta lavorando per la consegna di pc a domicilio affinché gli impiegati possano svolgere le loro attività lavorative da remoto» e che «è stato inviato da Roma un ingegnere informatico per accertare gli eventuali danni riportati dalla infrastruttura tecnologica». Nell’esprimere piena solidarietà ai magistrati, al personale amministrativo, agli avvocati e a tutti coloro che operano ogni giorno nel palazzo di Giustizia, il ministero ha anche annunciato che «sta studiando una norma che rimedi alle conseguenze processuali determinate dall’inagibilità dei luoghi, così come già avvenuto nel caso di precedenti calamità naturali».
A esprimere «profonda preoccupazione» per il crollo è la Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm: «Quanto accaduto a Bolzano non può essere considerato un episodio isolato. È l’ennesimo allarme sul drammatico stato in cui versa l’edilizia giudiziaria italiana. Troppi palazzi di giustizia presentano da anni gravi criticità strutturali che mettono a rischio la sicurezza di magistrati, personale amministrativo, avvocati e cittadini».