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 2026  luglio 16 Giovedì calendario

Raffaella Mennoia parla di Temptation Island

Stessa spiaggia, stessi ascolti (altissimi). Ogni estate, torniamo immancabilmente tutti lì: sull’isola delle tentazioni di Canale 5, dove sette giovani coppie decidono di mettere alla prova la solidità del proprio rapporto, vivendo separati per tre settimane, in un atollo popolato da aitanti single. Un viaggio tra rvm, segreti sussurrati alle telecamere nascoste, falò di confronto e passioni con la data di scadenza marchiata a fuoco sul cuore. Ma se «Tutto questo è Temptation Island» – come ci ricorda ogni lunedì il conduttore Filippo Bisciglia (e la prossima settimana raddoppia al mercoledì) – lo si deve soprattutto a lei: alla curatrice del programma Raffaella Mennoia, storico braccio destro di Maria De Filippi, che ogni febbraio inizia la maratona dei casting alla ricerca di nuove coppie. «Si presentano in migliaia – assicura -. Andiamo avanti fino a maggio, scremando via via i candidati».
Più che un programma, l’appuntamento tv è diventato un rito collettivo?
«Si parla spesso degli ascolti (giustamente, perché sono alti) ma a me impressiona soprattutto il modo in cui il programma viene vissuto: si organizzano proiezioni nei locali, in spiaggia, in piazza. In un’epoca sempre più individualista, Temptation Island unisce le persone».
… In nome però del piacere di criticare, tutti insieme, i concorrenti.
«C’è anche questa componente più frivola, ma la sua forza è un’altra: alla gente non interessa tanto lo scandalo del tradimento, ma ragionare sull’interpretazione dell’amore. Ormai le ultime edizioni non raccontano più la coppia ma la persona, con i suoi moti di orgoglio, la sua bassa o alta autostima, le pulsioni. La vera domanda del programma è: che significato dai alla parola amore? Parte tutto da qui. Ed è in questo dilemma che lo spettatore si riconosce».
Lei che significato dà all’amore?
«A 52 anni ho capito che il compromesso è il più grande atto d’amore. Voler bene vuol dire desiderare la felicità dell’altro e venirsi incontro. Ovviamente non in modo unilaterale: se faccio dei sacrifici per Alessio (il suo compagno, ndr), è perché so che lui a sua volta li fa… E pure parecchi. Basti pensare che da tre anni lui vive in America mentre io abito qui Italia. Facciamo su e giù ma la distanza non è sempre un ostacolo: ci impedisce di cadere nella routine».
Accetterebbe mai di partecipare a un programma come il suo?
«Se per Alessio fosse importante, certo. Perché no?»
Quindi non è solo un “reality delle corna”?
«La trovo una definizione riduttiva perché dentro c’è molto di più: chi partecipa non cerca un nuovo amore ma uno sguardo che lo faccia sentire di nuovo importante. È una differenza enorme».

Farlo davanti alle telecamere non è però già una sconfitta?
«Non mi sento di essere così netta. Stare in coppia non è facile, soprattutto in questa era social. Spesso la propria idea di amore è diversa da quella del partner ed è da questo scollamento che nascono le incomprensioni. Temptation Island ha il potere di mostrare le diversità, portando le coppie ad andare insieme in un’unica direzione, che può anche essere quella di lasciarsi. Dirsi addio non è sempre una sconfitta, anzi: il vissero felice e contenti è un amore romantico che non c’è più. Esistono invece tanti modi di amare».
Siamo più esigenti o più egoisti?
«Esigenti: non ci basta sentirci innamorati. Vogliamo essere desiderati e scelti ogni giorno. Ed è un bene».

In questa stagione per la prima volta due single conoscevano già alcuni concorrenti. Possibile che ne foste all’oscuro?
«Possibilissimo: siamo caduti dal pero. I provini delle coppie si svolgono in parallelo con quelle dei single, ma i diretti interessati non conoscono mai l’identità degli altri. Noi autori cerchiamo di fare una serie di verifiche incrociate, ma qualcosa può sfuggire».
Eravate anche ignari del video porno di Gabriele e Sara. Avete pensato di prendere provvedimenti, o di dare loro meno visibilità nel montaggio?
«Se avessimo saputo dell’esistenza di quel filmato, li avremmo scartati ma non per chissà quale ragione: quel video è una bravata di due giovani ragazzi, che hanno fatto una stupidaggine. Li avremmo esclusi solo per tutelarli: da questa polemica ci hanno rimesso solo loro e mi spiace».
Da quest’anno Filippo Bisciglia si sbilancia nei falò di confronto. Una scelta editoriale?
«No, è stata una sua iniziativa. Personalmente preferirei che ci si limitasse a raccontare la realtà, senza prendere posizioni, ma Filippo non ha comunque detto nulla che potesse spostare gli equilibri».
Un concorrente ha detto: “La mamma è l’unica donna, le fidanzate restano delle estranee”. Quanti mammoni circolano ancora per l’Italia?
«Parecchi. E vale sia al Nord che al Sud. Semplicemente nel Meridione hanno meno problemi ad ammetterlo. Il legame simbiotico con la mamma è ancora un tratto culturale di noi italiani».
In una società fluida, sull’isola vediamo solo etero. Perché non cercare il colpo di scena con un coming out?
«Nulla deve essere pilotato. Se venisse fuori spontaneamente, ben venga. Ma se una persona mi confidasse di essere attratta anche da persone del suo stesso sesso, lo escluderei: sarebbe indelicato che il partner lo scoprisse con un rvm».

Le versioni vip sono definitivamente archiviate?
«Per ora sì. Personalmente ho sempre preferito le storie dei non famosi: le trovo più genuine».