La Stampa, 16 luglio 2026
Un tesoro nel baule sepolto dal terremoto del Centro Italia
Sono trascorsi quasi dieci anni dal terremoto nel centro Italia. A San Severino Marche, in provincia di Macerata, sono stati molto rapidi nella rimozione delle macerie, un anno dopo avevano già liberato questa cittadina di oltre 11mila abitanti. La ricostruzione procede più lentamente ma avanza. Poco tempo fa hanno comunicato alla signora Rosa che la casa della madre, fortemente danneggiata durante il sisma, sarebbe stata abbattuta.
A fine ottobre del 2016, la madre della signora Rosa si era salvata dal crollo del soffitto della sua camera da letto perché, per fortuna, non era a casa. È morta nel 2022, a 92 anni, e quindi è toccato alla figlia andare a recuperare gli ultimi ricordi prima dell’arrivo delle ruspe. È stata la signora Rosa ad aprire un baule di legno conservato da anni nella cantina sotterranea della casa. Tra libri di greco e latino dove avevano studiato i suoi zii, ha trovato anche alcuni pezzi di carta di cui nessuno aveva mai parlato in famiglia. Li ha distesi davanti a sé e si è trovata davanti a cinque fogli con il volto di Vittorio Emanuele III e la scritta Debito pubblico del Regno d’Italia. Sono sei titoli di Stato emessi tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta del secolo scorso. I primi cinque hanno ognuno un valore di 100 lire del Regno d’Italia, l’ultimo è da 500 lire. In totale valgono mille lire del vecchio conio.
La signora Rosa è in pensione, dopo una vita trascorsa a lavorare nel settore pubblico. Ha deciso di affidare ai legali dell’Associazione Italia l’azione di recupero dei titoli presso la Banca d’Italia e il ministero dell’Economia che – precisa lo studio legale – «sono obbligati in solido a onorare tutti i debiti esistenti anche prima dell’avvento della Repubblica italiana». Secondo una prima stima, le mille lire del vecchio conio dei titoli della signora Rosa dovrebbero valere circa 48.000 euro, calcolando gli interessi legali, la rivalutazione e la capitalizzazione, dalla data di emissione a quella del ritrovamento. Non c’è prescrizione, sostengono i legali, perché «comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere». Quindi, dal momento in cui i titoli sono stati ritrovati. Ora la signora Rosa aspetta l’esito dell’azione di recupero ma di una cosa è sicura: «una parte della somma che riceverò andrà alla ricostruzione del paese».