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 2026  luglio 16 Giovedì calendario

L’appoggio di Musk a Marine Le Pen

È un endorsement che non stupisce nemmeno più di tanto quello lanciato da Elon Musk a Marine Le Pen. «È l’ultima speranza della Francia», ha scritto sul suo social, X, l’imprenditore sudafricano con la cittadinanza Usa, condividendo il post di un altro utente dove veniva riportata l’impennata nei sondaggi della leader del Rassemblement National nella corsa alle presidenziali del 2027.
Il fondatore di Tesla e SpaceX non è nuovo ai flirt con l’estrema destra europea. In occasione delle legislative tedesche del 2025 si era posizionato al fianco dell’Afd, in Inghilterra aveva espresso simpatie per Restore Britain e dopo l’annullamento del primo turno del voto in Romania aveva assunto le parti del candidato nazionalista Calin Georgescu. In Italia, poi, ha incontrato Giorgia Meloni. Prese di posizione apparse come tentativi di ingerenze nella politica europea da parte dell’ex membro dell’amministrazione Trump, che negli ultimi tempi sembra anche essersi riavvicinato al presidente Usa.
Quello di ieri, però, non è il primo segnale di sostegno che il miliardario ha rivolto all’esponente dell’estrema destra francese. Ad aprile dello scorso anno, Musk aveva espresso il suo appoggio a Le Pen, in occasione della condanna in primo grado a una multa di 100mila euro, cinque anni di ineleggibilità e quattro di carcere, di cui due con la condizionale, per sottrazione di fondi europei: «Incoraggio Le Pen a sormontare questa persecuzione e a presentarsi alle prossime presidenziali».
La pena è stata poi ridotta la scorsa settimana in appello a 15 mesi di ineleggibilità, già scontati, e a tre anni di carcere, dei quali uno con braccialetto elettronico e due con la condizionale. Un verdetto contro i quale la leader del Rn ha deciso di fare ricorso in Cassazione, facendo così sospendere l’obbligo di portare il dispositivo per la libertà vigilata e fare campagna elettorale.
Resta da vedere se la mano tesa di Musk verrà raccolta da Le Pen. In questi ultimi tempi la pretendente all’Eliseo ha preso le distanze da Trump e dal mondo Maga, al quale l’imprenditore è ancora vicino. Ma anche con lui la leader del Rn non sembra avere molto in comune vista la sua linea politica molto orientata sugli aspetti sociali, a differenza della visione libertaria dell’alleato. Il silenzio della formazione di estrema destra francese, che ieri sera ancora non aveva rilasciato commenti, potrebbe tradire un certo imbarazzo nel ricevere un simile sostegno.
L’entrata a gamba tesa di Musk nella politica d’Oltralpe a meno di un anno dalle presidenziali arriva proprio mentre il dipartimento di Stato Usa ha pubblicato i bandi dei finanziamenti destinati a movimenti europei filo-Maga pronti a combattere l’ideologia woke, l’immigrazione, la censura contro la libertà d’espressione e la minaccia rossa. Proprio contro quest’ultimo nemico il segretario di Stato Marco Rubio ha organizzato per oggi una riunione incentrata sulla «rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra» alla quale parteciperanno oltre 60 ministri stranieri, tra cui il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco.
Immediata la risposta del governo d’Oltralpe, arrivata sempre su X tramite il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, che con un mix di inglese e francese ha invitato Musk a rivedere la sua posizione: «Like we say in French: il n’y que les imbeciles qui ne changent pas d’avis» (Come diciamo noi in francese: solo gli imbecilli non cambiano mai idea, in italiano).
Il deputato del partito della sinistra radicale La France Insoumise, Antoine Léaument, ha invece denunciato «l’ingerenza straniera di Musk che è cominciata per l’elezione presidenziale», chiedendo al garante della libertà delle comunicazioni di agire.
In Francia il social network X è al centro di una maxi-inchiesta riguardante l’utilizzo del suo sistema di Ia, Grok, la diffusione di contenuti pedopornografici e i suoi algoritmi, sospettati di favorire la diffusione di contenuti legati all’estrema destra. Un motivo in più per Musk di interessarsi al futuro politico del Paese che ha messo la sua piattaforma sotto torchio.