repubblica.it, 17 luglio 2026
Fuori le uova dalle mense in India: “Modi vuole il vegetarianismo di Stato”
Una frittata ha diviso l’India. Tutte le scuole pubbliche del Bengala occidentale hanno eliminato le uova dai menù del loro “pasto di mezzogiorno”, e non è una scelta casuale: da maggio nello Stato all’estremo oriente del Paese è salito al potere il partito nazionalista religioso, il Bharatiya Janata (BJP), quello del primo ministro Narendra Modi. Sono stati loro ad affidare il contratto per le mense scolastiche a un’organizzazione religiosa, la International Society for Krishna Consciousness (Iskcon), più nota come Hare Krishna, nata proprio nel Bengala ma diffusa in tutto il mondo. Tra i precetti fondamentali del movimento c’è il latto-vegetarianismo, una dieta priva di carne, pesce e uova, che include però latte e derivati.
La polemica
L’accusa è quella di voler imporre un precetto religioso, privando bambini e ragazzi di un alimento che contiene nutrienti fondamentali come le proteine e i nove amino-acidi essenziali. Uno dei leader locali del partito d’opposizione All India Trinamool Congress (Tmc), il presentatore televisivo Derek O’Brien, ha scritto in un post su X “Il nuovo governo del Bjp al lavoro in Bengala. Lanciano uova contro gli avversari. Ma privano i bambini del nutrimento eliminando le uova dai pasti di mezzogiorno. Impongono il vegetarianismo. Il Bengala rifiuta tutto questo”. Il riferimento è ad alcuni episodi in cui i simpatizzanti del Bjp hanno lanciato uova ai parlamentari del Tmc per protesta. Gli Hare Krishna, dal canto loro, sostengono che i nuovi menù siano completi e le proteine saranno integrate con legumi, soia e fiocchi di latte. Secondo i nutrizionisti però, è più facile standardizzarle usando le uova: nei piatti con sostituti vegetali, le quantità di proteine potrebbero non essere uniformi, rischiando di non fornire una dieta equilibrata ai bambini.
L’importanza dei pasti di mezzogiorno
Il “midday meal” non è un semplice pranzo. Si tratta di una specifica politica nazionale che offre pasti gratuiti a oltre 120 milioni di bambini ed è il programma di alimentazione all’interno delle scuole più grande del mondo. In un Paese in cui esiste il problema della denutrizione tra le classi meno agiate, da quando nel 1995 è stata introdotta l’iniziativa, la partecipazione scolastica è cresciuta notevolmente: i genitori mandano i figli a scuola per permettergli di mangiare in modo sano ed equilibrato. In alcuni Stati il tasso d’iscrizione è arrivato al 100%, pur essendoci ancora un’alta percentuale di abbandono scolastico.
La “nutrizione del Primo Ministro”
Il governo Modi ha ribattezzato il programma “PM-Poshan”, nutrizione del Primo Ministro, ma non è l’unico cambiamento: fin’ora nessuno Stato aveva vietato integralmente le uova dai menù, ma molte scuole ne hanno diminuito la frequenza. Nel 2025 lo Stato di Maharashtra ha posto un tacito divieto quando ha tolto alle scuole i fondi per lo specifico alimento, lasciando però la possibilità agli istituti di comprare le uova con i propri fondi. Passa anche per il cibo il ritorno a una cultura induista, uno degli obiettivi principali del governo Modi, anche a scapito delle minoranze etniche e religiose. Persino i menù dei banchetti per i capi di Stato esteri sono diventati completamente vegetariani, tanto che in India c’è chi dice che questo viola un altro precetto dell’induismo detto “Atithi Devo Bhava”. L’idea, cioè, che gli ospiti vadano trattati come Dio.
La dieta latto-vegetariana
Secondo i Veda tutti gli esseri viventi hanno uguale valore e per questo l’alimentazione deve seguire la legge della “ahimsa”, la non-violenza. Per molte correnti induiste un regime latto-vegetariano è il miglior modo per ridurre al minimo la sofferenza di esseri viventi. Privata del suo significato religioso, la dieta si diffuse anche in Europa nel secolo scorso, in particolare nella Germania nazista. È uno dei quattro “principi regolatori” del movimento Hare Krishna, insieme al divieto di intossicanti (droghe, tabacco, caffè, tè e alcool), del gioco d’azzardo e del sesso fuori dal matrimonio. Non tutte le correnti induiste predicano il vegetarianismo, circa il 70% degli indiani mangia carne e pesce, anche il partito di Modi non è granitico sul tema. Proprio in Bengala, durante la campagna elettorale, il Tmc li accusava di voler vietare il pesce, fondamentale per l’economia locale. I membri del Bjp, in risposta, hanno iniziato a distribuire pesci porta a porta.Ora sembrano aver cambiato idea, anche se l’opposizione non lo accetterà senza resistenze: ma si sa, bisogna rompere le uova per fare una frittata.