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 2026  luglio 17 Venerdì calendario

Fine vita, interrogazione a Bernini: “Inchiesta al Cnr, valuti se revocare l’incarico al presidente”

Un’interrogazione su quello che sta succedendo al Cnr dopo la realizzazione del dispositivo per il fine vita da parte dell’istituto. A presentarla è Ivan Scalfarotto di Italia Viva, che chiede alla ministra Anna Maria Bernini. “Il presidente Andrea Lenzi, anziché dimettersi dopo essere stato smentito dal suo stesso istituto rispetto a dichiarazione rese in audizione davanti a due commissioni parlamentari, ha pensato bene di prendersela con l’ingegnere che ha predisposto il macchinario per il suicidio assistito della paziente Libera. Chiedo alla ministra Bernini di spiegare cosa stia accadendo all’interno del Cnr e se non ritenga di dover revocare l’incarico al presidente Lenzi”.
Le inchieste interne
La vicenda riguarda due audit interni disposti dal Cnr nei confronti di Emilio Campana e Francesco La Gala, cioè il direttore del Dipartimento di ingegneria e un collega che lo ha aiutato, realizzando il software, a mettere a punto il macchinario per il suicidio assistito di chi non è in grado di muoversi (funziona grazie a un puntatore oculare). Era stato il giudice di Firenze a chiedere al Cnr di mettere a punto l’apparecchiatura per Libera, una donna Toscana, seguita dall’associazione Coscioni, che è morta il 25 marzo scorso. Lenzi non avrebbe gradito l’attività di Campana, tanto che a giugno in una audizione al Parlamento, dove era presente anche Scalfarotto, ha addirittura detto che non esistevano apparecchiature per l’aiuto al suicidio assistito. Il capo del Dipartimento di ingegneria lo ha smentito alcuni giorni dopo, spiegando che in realtà l’apparecchiatura c’era e poteva essere usata per altri pazienti. Passate alcune settimane, il Cnr ha avviato l’inchiesta interna contro Campana e La Gala, ai quali sono state richieste spiegazioni sia contabili che organizzative sulla loro attività. Dovranno rispondere entro lunedì prossimo.
“Valutare se il presidente può restare al suo posto”
"Organi di stampa riportano come, dopo le dure critiche avanzate nei confronti del Presidente del Cnr, Andrea Lenzi, per le gestione del dispositivo per il fine vita, il presidente Lenzi abbia iniziato una vera e propria “rappresaglia” nei confronti dei dipendenti del Cnr che, in ossequio a un formale incarico conferito dal Tribunale di Firenze, altro non hanno fatto che adempiere ai propri doveri istituzionali”, scrive Scalfarotto, ricordando come il Cnr sia stato nominato ausiliario del giudice nella vicenda. Il parlamentare aggiunge che Lenzi, “nominato alla guida del Cnr una anno fa dalla ministra Bernini, ha assunto una posizione pubblica in netto contrasto con Emilio Campana”. La smentita di Campana delle parole del presidente davanti alla commissione parlamentare, “avrebbe convinto il direttore generale del Cnr, Jacopo Greco, ad avviare, evidentemente con il beneplacito del Presidente Lenzi, i due audit interni”. Sempre per Scalfarotto “il fatto che due dipendenti pubblici si vedano interessati da due procedimenti di verifica e valutazione per il solo fatto di aver adempiuto ai propri doveri istituzionali, peraltro in ottemperanza della magistratura, nonché per aver smentito le affermazioni del Presidente Lenzi, che o ignora le attività dell’ente che presiede o aveva uno specifico motivo per “celarne” l’attività, di cui però non è dato conoscere, rappresenta un fatto di estrema gravità, direttamente lesivo del principio del buon andamento di cui all’articolo 97 della Costituzione”. Quindi si chiede a Bernini se sapeva degli audit e di tutta la vicenda di valutare se è giusto che Lenzi rimanga in carica.