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 2026  luglio 17 Venerdì calendario

Matteo Garrone salda i debiti di gioco di Massico Ceccherini

La pace con l’erario e con le banche, grazie alla generosa donazione del regista Matteo Garrone, che ha versato 300 mila euro. Si chiude così il contenzioso con il fisco per l’attore toscano Massimo Ceccherini, che aveva accumulato uno scoperto di quasi un milione e 400 mila euro. Il tribunale di Firenze ha infatti certificato l’accordo che permette all’artista di voltare pagina, tutto grazie al sostengo del regista con cui aveva collaborato alla sceneggiatura di “Io capitano”. Per estinguere il debito, l’attore dovrà pagare “solo” 500 euro al mese per un totale di 4 anni.

Ceccherini, secondo quanto emerso, aveva fatto ricorso al cosiddetto “concordato minore con assuntore”, che in condizioni di sovra-indebitamento permette di saldare gli scoperti con l’intervento di una “terza persona”.
La decisione
Nell’omologare il concordato, il giudice si è soffermato sulla vicenda personale dell’artista, sottolineando tra le altre cose la scelta – presa con il decisivo sostegno della compagna- di “intraprendere un percorso in ambito sanitario, rivolgendosi al Serd”, periodo durante il quale “gli sarebbe stata diagnosticata la patologia del disturbo del gioco di azzardo».
Proprio la dipendenza dal gioco d’azzardo viene indicata come fonte dei problemi economici, della serie di debiti accumulati nel tempo. Valutata positivamente, inoltre, la stessa condotta di Ceccherini, che non avrebbe agito con colpa grave, «avendo la crisi origine esclusivamente da una condizione clinica documentata che ha compromesso la capacità di autodeterminazione del soggetto nelle scelte economiche e finanziarie».
E ancora: “La cosiddetta “bestia del gioco”, come si evince anche dal libro autobiografico pubblicato nel 2025, avrebbe segnato la vita del debitore, che avrebbe impiegato in scommesse una notevole quantità di denaro nel corso degli anni. Dagli estratti conto dell’anno 2006 risulterebbe avrebbe effettuato in tre mesi prelievi per 32 mila euro per dilapidarli in scommesse. Stesso andamento si sarebbe riscontrato nel 2007 e negli anni successivi, ove la dipendenza dal gioco d’azzardo non avrebbe avuto arresti, nemmeno in occasione degli ingaggi artistici (…) Negli ultimi anni il ricorrente avrebbe continuato a giocare, scommettendo anche on line”.
In conclusione, secondo il tribunale, Ceccherini avrebbe attraversato un periodo particolarmente complesso della propria esistenza; la dipendenza dal gioco d’azzardo avrebbe compromesso gravemente la sua capacità di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni”.