la Repubblica, 17 luglio 2026
Soldati italiani per il Libano, si discute la nuova missione
Con il mandato di Unifil in scadenza a fine dicembre e destinato questa volta – a differenza di quanto accaduto negli ultimi dieci anni – a non essere rinnovato, l’Italia presenta una sua proposta per una forza internazionale di interposizione fra Israele e il Libano. Il progetto è stato affrontato nei colloqui per un cessate il fuoco permanente fra i due Paesi nemici che si sono appena conclusi a Roma: il piano ricalcherebbe molto da vicino il mandato Unifil, ma con un cappello diverso da quello della missione attiva dal 1978.
Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha parlato di un possibile schieramento di soldati italiani per monitorare il disarmo e lo smantellamento delle infrastrutture di Hezbollah nelle aree pilota del sud del Libano, da dove è previsto che inizi il ritiro dell’Idf e il dispiegamento dell’esercito libanese. La proposta «al vaglio delle parti»: monitoraggio, osservazione e reporting lungo la linea blu che segna il confine (mai ufficializzato) fra Israele e il Libano con postazioni di osservazione temporanee, limitati pattugliamenti mobili e il controllo diretto di aree, un cappello internazionale ancora da definire e altri Paesi coinvolti. Prima di tutti la Francia, ex potenza coloniale che in Libano gioca da sempre un ruolo di primo piano. Il piano è ancora tutto in divenire, ma a confermarne il favore delle parti è il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Ci rispettano», è stato il commento rilasciato all’Ansa sul tema.