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 2026  luglio 17 Venerdì calendario

Le elezioni secondo Trump: “Interferenze straniere e minaccia degli Antifa”

Da una parte il discorso alla nazione del presidente su brogli e interferenze elettorali, anche straniere. «Quello che Trump dirà sulle elezioni sarà scioccante», anticipa la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Dall’altra l’incontro ministeriale al dipartimento di Stato per creare una coalizione internazionale finalizzata a combattere la recrudescenza del terrorismo politico di estrema sinistra. Un sottile filo lega le due iniziative volute ieri da Trump, cioè la sua sopravvivenza alle midterm, se non proprio l’obiettivo di influenzare tutte le consultazioni a lungo termine.
Il capo della Casa Bianca, ancora più giù nei sondaggi, ha scelto la lotta al comunismo risorgente come uno dei temi centrali della campagna elettorale di novembre, sfruttando il successo dei democratici socialisti alle primarie per giustificarla. Sono due facce della stessa medaglia, una domestica e l’altra globale, se non altro perché l’incontro al dipartimento di Stato ha denunciato solo il terrorismo di sinistra, ignorando completamente quello di destra, che pure in Italia e altrove ha fatto vittime e danni. Ciò conferma che lo scopo era politico, non di pubblica sicurezza, e quindi puntato contro gli avversari dell’amministrazione.
Le delegazioni di 67 paesi, inclusa l’Italia rappresentata dal sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco, si sono riunite ieri mattina: «Per combattere in modo incisivo il terrorismo e l’estremismo violento di qualunque colore – ha detto Prisco – è fondamentale far convergere le strategie operative». Il segretario Marco Rubio ha tenuto il discorso più istituzionale, sottolineando la necessità di coordinarsi a livello globale per contrastare «una minaccia rinnovata, ignorata dalla comunità internazionale nel contrasto al terrorismo». Quindi ha aggiunto: «Siete qui perché i vostri leader politici vengono aggrediti, accoltellati e colpiti con armi da fuoco nelle vostre strade; le attività commerciali sono state fatte saltare in aria; le ferrovie sabotate; gli agenti di polizia picchiati e dati alle fiamme. Siete qui perché questa è la realtà: la situazione peggiora e non può più essere negata o ignorata. È giunto il momento di annientare questo male per sempre». L’emergenza è internazionale perché le varie componenti del movimento Antifa non sono «cellule distinte e isolate, bensì reti interconnesse. Non riconoscono i nostri confini; non credono nemmeno nello Stato-nazione. Si coordinano, comunicano, viaggiano, si addestrano e agiscono congiuntamente, condividendo le stesse infrastrutture, gli stessi nemici e la stessa missione». Perciò serve una rete internazionale di intelligence e strategie coordinate delle forze dell’ordine, per smantellare queste reti: «Le distruggeremo mattone dopo mattone. È giunto il momento in cui i popoli del mondo civile si difendano».
Dopo di lui è salito sul palco Stephen Miller, vicecapo gabinetto della Casa Bianca, con un messaggio assai più radicale: «Dobbiamo avvalerci di ogni strumento lecito per dimostrare che giustizia sarà fatta». L’estremismo di sinistra «è motivato da invidia, gelosia, risentimento per il successo degli altri». Con sfumature quasi lombrosiane: «Se guardate i manifestanti, sono tutti deformi, mai normali». E pongono un pericolo così grave, che «preferisco essere rimproverato per aver esagerato l’allarme, invece di trascurarlo». L’Italia ha vinto la sua lotta al terrorismo, di sinistra e di destra, anche perché non ha mai rinunciato ai principi costituzionali. Miller invece invita a farlo, alimentando il timore che l’iniziativa sia finalizzata a stabilire connessioni fra i gruppi terroristici internazionali e gli oppositori interni di sinistra, per poterli perseguire più duramente. Il discorso di Trump ha denunciato anche le interferenze straniere nelle elezioni, facendone un’emergenza unica per l’America.